15 anni fa in tv c’era la prima puntata di Sherlock. Ecco come è stato modernizzato il mito di Arthur Conan Doyle

Era il 25 luglio del 2010 quando in Inghilterra e sulla rete della BBC è stata presentata una serie tv ispirata al personaggio di Sherlock. Di così grande successo che lo show è diventato un piccolo ma grande fenomeno di culto, anche in Italia. Tutti gli episodi li trovate su Netflix.

La serialità inglese, rispetto a quella americana, è più ostica (ma in senso buono). Non concepisce mai dei racconti sensazionalistici o infarciti di retorica: punta a fotografare il lifestyle del proprio Paese, tra luci e ombre. Di fatti sono veramente poche le serie prodotte in UK che, di fatto, hanno avuto successo anche nel resto d’Europa. C’è il Doctor Who, ad esempio, ma le altre si contano sulla punta delle dita. Un discorso a parte va fatto per Sherlock. Lo show che ha debuttato sulla BBC il 25 luglio di 15 anni fa con il primo (lunghissimo) episodio, in poco tempo si è imposto come un vero e proprio fenomeno di costume perché, più di tutti, è stato capace di attualizzare e modernizzare il mito (ancora vivente) del personaggio nato nei libri di Arthur Conan Doyle.

Suddiviso in 4 stagioni (più un episodio speciale) da tre episodi ciascuno, Sherlock ha saputo raccontare la parte più oscura di Londra, ma si è spinto anche nel pennellare le caratteristiche di un personaggio dai contorni poco definiti e che si è fatto apprezzare proprio per questo. Oggi la serie, in Italia, è su Netflix e tra i tanti fan c’è chi spera in un ritorno di Sherlock ma, da quel che sembra, il progetto non tornerà in vita così presto. 15 anni dopo il suo debutto, però, resta una tra le produzioni più belle e complete degli ultimi anni. 

Sherlock, di cosa parla la serie tv?

La serie è un libero adattamento dei romanzi di Sir Arthur Conan Doyle e vede come protagonista il detective Sherlock Holmes, affiancato dal suo futuro assistente, il dottor John Watson. Le avventure dei due si svolgono però nella Londra odierna, e non in quella presentata da Doyle. Watson è un reduce della guerra in Afghanistan e deve ancora ritrovare il suo posto nella società. Quando un amico gli suggerisce di trovarsi un coinquilino con cui dividere le spese di un appartamento, si ritrova a vivere con l’eccentrico Holmes, che col passare degli anni diventerà suo compagno di avventure. Sono state realizzate quattro stagioni, ognuna delle quali composta da tre episodi, oltre a un mini episodio e a un episodio speciale. 

Sherlock, perché è una serie da vedere assolutamente 

I creatori dello show sono riusciti a proporre un prodotto nuovo ed esclusivo, approcciandosi ad un personaggio iconico senza stravolgere l’opera originale. Hanno dato vita ad un nuovo Sherlock Holmes esaltando il suo aspetto deduttivo e sottolineando i suoi difetti e le sue difficoltà relazionali.

Uno dei punti vincenti della serie è infatti proprio l’affascinante caratterizzazione di tutti i personaggi che ruotano attorno all’investigatore. Ogni episodio indaga nella psicologia dei protagonisti, scavando sempre più a fondo e portandone a galla l’essenza.  Punto di forza dello show è sicuramente l’ambientazione moderna e l’uso della tecnologia che permette di avere una rivisitazione delle vicende del detective senza deturpare il personaggio di Doyle, ma dandogli nuova linfa. Lo Sherlock ambientato nella Londra moderna risulta piacevole e per niente forzato. Manda e riceve SMS, utilizza il GPS, scrive un blog. La tecnologia gioca un ruolo fondamentale nella storia in quanto molti crimini vengono risolti oltre che alla bravura del detective anche grazie ad essa.

Un elemento che non manca nella serie è il sarcasmo che il protagonista usa nelle più svariate situazioni e vederlo interagire con gli altri è decisamente esilarante. E non manca la parte crime, che risulta mai banale. I singoli casi su cui Sherlock indaga sono interessanti e non sono mai troppo pesanti o troppo soft. Ma lo show si concentra anche sulla parte drammatica, soprattutto negli ultimi episodi, dove viene analizzata la psicologia dei protagonisti. Questa altalena emotiva della serie che danza sempre sul filo tra il drammatico e il comico senza mai esagerare nè da una parte nè dall’altra e, al contempo, lavorare su casi investigativi ai quali ogni spettatore partecipa attivamente, è senza dubbio il maggior punto di forza di questa serie che diviene, per questo, un prodotto unico nel suo genere e che si ama senza se e senza ma.