Allenarsi in estate, il mare come palestra naturale con i suggerimenti della Dottoressa Laura Mazzotta

L’estate rappresenta per molte donne un momento di pausa, ma anche l’occasione ideale per prendersi cura del proprio corpo e del proprio equilibrio psicofisico.

Le giornate più lunghe e il clima favorevole offrono un’opportunità preziosa per integrare nella propria routine attività fisiche leggere ma efficaci. Tra tutte le possibili forme di movimento, camminare nell’acqua del mare è una delle più accessibili, piacevoli e ricche di benefici.

È un esercizio dolce, ma estremamente completo. Stimola il corpo e rilassa la mente adattandosi a tutte le età e condizioni fisiche. In questa intervista la Dottoressa Laura Mazzotta, Medico Estetico specialista in Igiene Preventiva e Nutrizione Clinica a Ferrara presso Poliambulatorio Aesthe Medica e Aura a Milano presso Centro Medico Ripamonti ci mostra i principali vantaggi di questa pratica. Inoltre, ci propone dei suggerimenti su come allenarsi anche in vacanza, senza stress e con gioia.

Camminare nell’acqua del mare, quali i benefici per il fisico? 

Camminare con le gambe immerse fino al ginocchio o alla coscia comporta una resistenza naturale. Questa resistenza impegna maggiormente la muscolatura rispetto alla camminata su sabbia o asfalto. Ogni passo in acqua richiede uno sforzo maggiore. I muscoli delle gambe, in particolare i quadricipiti, i polpacci e i glutei, lavorano in modo più intenso. Così contribuiscono a tonificare e modellare la silhouette in maniera armoniosa. Inoltre, anche i muscoli addominali e quelli della schiena vengono sollecitati. Ciò accade poiché sono coinvolti nel mantenimento dell’equilibrio e nella stabilità del corpo durante il movimento.

E per la circolazione saguigna?

La pressione dell’acqua esercita un delicato massaggio linfatico. Stimola il ritorno venoso contribuendo a ridurre gonfiori e pesantezza alle gambe, sintomi spesso presenti in estate, soprattutto nelle donne. Questo effetto è particolarmente utile per chi soffre di insufficienza venosa, capillari fragili o inizio di vene varicose. In aggiunta, il contatto con l’acqua marina migliora l’ossigenazione dei tessuti e favorisce la microcircolazione cutanea. Questo rende la pelle più tonica e luminosa.

Camminare in acqua può essere utile dopo un infortunio?

Dal punto di vista biomeccanico, l’acqua offre una resistenza fino a dodici volte maggiore rispetto all’aria. Questo significa che ogni movimento diventa un vero esercizio isotonico che rinforza senza creare microtraumi. Inoltre, la temperatura spesso fresca dell’acqua ha un effetto analgesico e decongestionante, utile anche in fase di recupero dopo piccoli infortuni o dolori articolari.

 Camminare in acqua aiuta anche a migliorare la postura e la coordinazione. Il movimento rallentato e la resistenza naturale costringono il corpo a lavorare in maniera più consapevole.

A chi consiglia di allenarsi in acqua?

Questo tipo di attività è adatta a tutte le età. Anche alle donne in gravidanza o in menopausa, perché non sovraccarica le articolazioni e non provoca traumi. Bastano 30 minuti al giorno, preferibilmente al mattino o al tramonto, per ottenere benefici tangibili già dopo due settimane. Ciò, purché l’attività sia svolta con regolarità. Un consiglio utile: mantenere una postura eretta, contrarre leggermente l’addome e accompagnare il passo con il movimento armonico delle braccia può amplificare i risultati.

Infine, per chi desidera intensificare l’allenamento, è possibile alternare tratti di camminata con esercizi statici come slanci delle gambe, sollevamenti delle ginocchia o affondi laterali. Si sfrutta l’equilibrio instabile dato dall’acqua per stimolare anche il core e l’apparato propriocettivo. Una vera e propria palestra naturale, gratuita e rigenerante, che abbina estetica, prevenzione e salute.

Allenarsi in acqua, specialmente al mattino presto o al tramonto, favorisce il rilascio di endorfine. Gli ormoni del benessere inducono una sensazione di piacere e leggerezza mentale. Il contatto con l’acqua, il suono ritmico delle onde e la luce naturale del sole hanno effetti diretti sulla riduzione del cortisolo. Cortisolo è l’ormone dello stress. Inoltre, questi migliorano la capacità di affrontare le tensioni quotidiane e favoriscono uno stato di calma e concentrazione.

Dal punto di vista psicologico quali sono i benefici di questo tipo di allenamento?

Camminare nel mare diventa così una vera e propria pratica di mindfulness in movimento. La mente si focalizza sul presente, sul ritmo del respiro che si sincronizza ai passi, sulla sensazione dell’acqua sulla pelle e sul suono costante del mare. Questo aiuta a ridurre l’ansia, regolare l’umore e aumentare la consapevolezza corporea. Per molte donne, questa esperienza assume una valenza quasi meditativa: un momento solo per sé, lontano dalle incombenze quotidiane. Permette di ricaricare le energie mentali e trovare equilibrio interiore.

Inoltre, l’ambiente marino favorisce il rilascio di serotonina. Questo è un neurotrasmettitore chiave nel controllo dell’umore, del sonno e dell’appetito. L’esposizione alla luce naturale del sole regola il ritmo circadiano. Contribuisce a migliorare la qualità del riposo notturno spesso compromessa nei periodi di stress o durante la perimenopausa. Anche l’aria ricca di ioni negativi tipica delle zone marine contribuisce a un miglioramento dell’ossigenazione cerebrale. Ciò porta a un generale senso di vitalità.

Infine, la socializzazione spontanea che può avvenire camminando in mare con un’amica o un piccolo gruppo crea connessioni emotive, motivazione e supporto reciproco, elementi preziosi per il benessere psicologico. L’esperienza di allenarsi nel mare, quindi, non è solo un esercizio fisico. È un vero atto di cura verso sé stesse: uno spazio di libertà dove corpo e mente si armonizzano con la natura.