La fine di una relazione è sempre vissuta come una forma di lutto difficile da superare soprattutto quando il rapporto sul quale essa si basava non era sano e funzionale.
I rapporti di questo tipo in cui non c’è rispetto dell’altro, non c’è reciprocità e si tende a manipolare l’altro in base al proprio tornaconto personale, sono molto diffusi al giorno d’oggi.
Il libro “Se mi lasci rinasco” della psicoterapeuta Angela Todaro, edito da Sperling & Kupfer ne è la mera testimonianza. Dalle sue pagine emergono tante testimonianze di persone che si sono ritrovate intrappolate in relazioni non di certo sane in cui la propria parte più autentica è stata messa a dura prova. Quando si vive questo tipo di relazioni è difficile distinguere determinai segnali perché magari si è molto coinvolti emotivamente e il narcisista colpisce proprio perché percepisce questo coinvolgimento.
Il messaggio che emerge dal libro della Dottoressa Todaro è che la fine di una relazione di questo tipo è vero che porta con sé tante ferite, dolore e sofferenza ma, può essere vissuta come un’occasione per rifiorire, concentrarsi su sé stessi e sul proprio “io bambino” per rinascere. Solo dopo esserci liberati da zavorre emotive si può fare spazio dentro di sé a tutto ciò che ci fa star bene e che è in coerenza con i propri ideali, sogni e desideri più veri.
La Todaro invita il lettore ad intraprendere un vero e proprio percorso di consapevolezza di sé e delle proprie emozioni per farlo evolvere umanamente parlando perché ognuno di noi merita di stare bene e di vivere un amore sano. Un libro prezioso, arricchito di esercizi pratici incentrati sulla meditazione e sull’acquisizione della propria autostima e del proprio valore. Scritto con un linguaggio che arriva dritto al cuore e che trasuda empatia.
E proprio di relazioni tossiche e di evoluzione e crescita personale la Dottoressa Angela Todaro ci parla in questa ispiratoria intervista.
Dottoressa Todaro, perché è importante al giorno d’oggi parlare di relazioni tossiche?
Perché sono diffuse molto più di quanto possa pensarsi, ma spesso mascherate e non riconosciute. Individuarle è il primo passo fondamentale per liberarsi e vivere pienamente e serenamente la propria vita sentimentale. Fare divulgazione e parlare di relazioni tossiche significa dare voce a chi soffre in silenzio ed aiutare concretamente, anche a non sentirsi soli.
Quali sono i primi sintomi di una relazione disfunzionale?
Controllo, manipolazione, senso di colpa costante, mancanza di reciprocità, perdita di sé. Quando si rinuncia alla propria autenticità per salvare la coppia, è un forte campanello d’allarme.
Quanto è importante tutelare i propri spazi vitali e personali in una relazione per prevenire tipologie di rapporti di questo tipo?
Fondamentale. Chi sa stare con sé stesso sa anche stare in coppia senza annullarsi. I confini sani ed il rispetto di sé stessi sono la base di ogni relazione equilibrata.
Perché la fine di un rapporto è sempre vissuta come un lutto?
Perché perdiamo non solo l’altro, ma anche tutti i ricordi, le aspettative, le promesse e l’idea di futuro che avevamo costruito. È una morte simbolica che va attraversata con coraggio per rinascere.
Come e in che misura la fine di una relazione di questo tipo può diventare un’occasione di crescita personale?
Attraversare la sofferenza in maniera funzionale può diventare una preziosa occasione di rinascita e miglioramento. Attraverso il dolore si riscoprono i propri confini, bisogni e valori. È un ritorno a sé, più consapevole e forte. Una ricostruzione che può’ portare risultati oltre ogni aspettativa.
Nel suo libro lei consiglia di recuperare il rapporto con il proprio “io bambino”? Come lo si può definire quest’ultimo?
L’“io bambino” è la parte più autentica, emotiva e spontanea di noi. È ciò che resta intatto sotto le maschere, e ci guida verso la verità di ciò che siamo.
Come mantenere sempre vivo il rapporto con il proprio io bambino?
Attraverso il gioco, la creatività, l’ascolto delle emozioni. Dare spazio al sentire senza giudizio è il modo migliore per non perderlo mai.
Quando è il caso di chiedere aiuto ad un professionista per superare la fine di un rapporto disfunzionale?
Quando il dolore diventa paralizzante, quando ci si sente persi senza direzione, in colpa o incapaci di andare avanti. Chiedere aiuto è un atto di coraggio e amore per sé che può rivelarsi molto prezioso.
Quanto le testimonianze dei suoi pazienti sono state di grande importanza per la stesura del suo libro?
Sono state il cuore pulsante del libro. Ogni storia ascoltata mi ha permesso di costruire un ponte tra il dolore e la rinascita possibile. Sono la testimonianza che con impegno e coraggio è possibile raggiungere gli obiettivi che ci poniamo e fiorire come meritiamo.
A chi consiglia la lettura di “Se mi lasci rinasco”?
A chi ha amato troppo, a chi si è perso in un amore sbagliato, a chi é intrappolato e sta cercando la forza per rinascere. È un libro per chi vuole ritrovarsi.
Guarda il mio reel sul libro
