Vertice in Alaska: Macron, Merz e Starmer già di traverso a Trump e Putin



Il vertice tra Donald Trump e Vladimir Putin previsto il 15 agosto in Alaska si presenta già carico di tensioni, con leader europei come Emmanuel Macron, Olaf Scholz (rappresentato da Merz come capo dei conservatori tedeschi) e Keir Starmer che si pongono di traverso rispetto all’incontro.



Questi leader si schierano a fianco di Zelensky e dell’Ucraina con una posizione ferma: nessuna trattativa o decisione sui territori ucraini senza un vero cessate il fuoco e senza il coinvolgimento diretto di Kiev. Macron, Merz e Starmer ribadiscono che il futuro dell’Ucraina si decide con Kiev e l’Unione Europea, opponendosi a eventuali concessioni unilaterali che Putin potrebbe cercare nel summit.



L’Alaska è stata scelta come sede per motivi geopolitici e logistici, essendo lo Stato Usa più vicino alla Russia sullo Stretto di Bering e perché Putin evita di sorvolare spazi aerei di Paesi membri della Corte Penale Internazionale (che ha emesso un mandato di arresto a suo carico). Questa localizzazione permette un incontro su “terra amica” per entrambe le parti senza passare dall’Europa[1][5]. L’incontro sarà il primo faccia a faccia tra i due dopo più di sei anni e arriva in un momento di fortissima tensione internazionale per il conflitto in Ucraina.



La diplomazia europea e occidentale appare però determinata a non lasciare che il vertice si risolva in un segreto accordo tra Mosca e Washington che potrebbe escludere l’Ucraina e compromettere la sua integrità territoriale. La possibile presenza di Zelensky al vertice è ancora ipotetica e discussa ma potrebbe rappresentare una chiave diplomatica importante per cercare un cessate il fuoco concreto mentre l’Europa rafforza il proprio impegno a sostegno di Kiev.



In sintesi, il vertice in Alaska si svolge in un clima di forte scetticismo e contrapposizione da parte di Macron, Merz e Starmer, che criticano Trump e Putin per la gestione esclusiva del confronto e difendono con fermezza il ruolo centrale dell’Ucraina nelle trattative di pace.