Centrale nucleare russa in fiamme dopo un attacco di droni, ridotta la capacità di produzione.


Un incendio è scoppiato nel sito nucleare russo di Kalinin, a circa 350 km a nord-ovest di Mosca.

Ciò è avvenuto dopo che le difese aeree della capitale hanno intercettato e abbattuto un drone ucraino.

L’incidente ha provocato un’allerta immediata, sebbene non siano state segnalate vittime o feriti.

Le autorità russe hanno confermato che l’attacco, avvenuto nelle prime ore del mattino, ha colpito una struttura non direttamente legata ai reattori. Tuttavia, ha comunque costretto a una riduzione temporanea della capacità operativa della centrale.
Secondo quanto riportato da fonti ufficiali, il drone abbattuto è precipitato nei pressi dell’impianto, causando un incendio in un’area di servizio.
Le squadre di emergenza sono intervenute prontamente per domare le fiamme, che sono state contenute in poche ore. Nonostante l’assenza di danni diretti ai reattori o ai sistemi di sicurezza principali, la direzione della centrale ha deciso di ridurre precauzionalmente la produzione di energia elettrica. Questo per permettere un’ispezione approfondita di tutte le infrastrutture.br/p>

L’incidente di oggi sottolinea la crescente escalation del conflitto. Evidenzia anche la necessità di garantire la protezione delle infrastrutture civili e, in particolare, di quelle ad alto rischio come le centrali nucleari.
Sebbene l’incendio sia stato domato e non siano stati segnalati danni ai reattori, la riduzione della capacità produttiva della centrale di Kalinin dimostra la vulnerabilità di questi siti. Sottolinea le potenziali conseguenze di un attacco non riuscito.