La Cina ha svelato al mondo la sua crescente potenza militare con una parata imponente su Piazza Tienanmen, in occasione della celebrazione del 76° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese.
L’evento, trasmesso in diretta nazionale e internazionale, ha avuto come protagonista principale l’introduzione di un nuovo e temibile missile balistico intercontinentale: il DF-61 (Dongfeng-61).
Il DF-61 rappresenta un significativo passo avanti per l’arsenale cinese, ponendo Pechino sullo stesso piano delle superpotenze nucleari a livello globale.
Le prime immagini mostrano un vettore imponente, montato su un lanciatore mobile TEL (Transporter Erector Launcher), che suggerisce una grande flessibilità e capacità di sopravvivenza in caso di attacco. Sebbene i dettagli tecnici siano strettamente confidenziali, analisti militari ritengono che il DF-61 possa trasportare testate multiple e sia dotato di avanzati sistemi di penetrazione per eludere le difese missilistiche avversarie.
Vettori ipersonici, drone e laser: la parata del futuro
La parata non si è limitata a mostrare il nuovo missile intercontinentale. Ha offerto uno sguardo dettagliato sull’ambizioso programma di modernizzazione militare cinese, che include lo sviluppo di armi di nuova generazione. Tra i sistemi più impressionanti, sono stati esibiti vettori ipersonici capaci di viaggiare a velocità superiori a Mach 5, rendendoli quasi impossibili da intercettare con le attuali tecnologie di difesa.
È stata anche la giornata del debutto pubblico di droni da combattimento avanzati e di sistemi d’arma basati su tecnologia laser, che secondo fonti ufficiali cinesi, sarebbero in grado di intercettare e distruggere missili e aerei a distanza. La dimostrazione di questi sistemi ad alta tecnologia invia un messaggio chiaro: la Cina non intende più limitarsi a competere con le potenze occidentali, ma si posiziona come un leader nel campo dell’innovazione militare.
La parata del 3 settembre 2025 non è stata solo una celebrazione, ma una vera e propria dichiarazione di intenti. Con l’introduzione del DF-61 e la dimostrazione di altre armi all’avanguardia, Pechino ribadisce la sua determinazione a proteggere i propri interessi nazionali e a proiettare la propria influenza a livello globale.

