L’unità come criterio
“L’unità sia un oggetto irrinunciabile dei vostri sforzi, e sia anche il criterio di verifica del vostro agire, perché ciò che unisce è da Lui, ciò che divide non può esserlo”. Così papa Leone XIV ha parlato ieri all’Ordine agostiniano, indicando con nettezza la rotta del suo pontificato.
L’estate a Castel Gandolfo è stata dedicata alla preghiera, al riposo e alla riflessione. Un tempo silenzioso, che restituisce l’immagine di un pontefice sereno e imperturbabile, deciso a non anticipare gesti o parole che non siano maturati nella calma.
La mitezza e la compostezza che lo accompagnano possono sembrare lentezza o incertezza. Ma la storia della chiesa insegna che i suoi ritmi sono altri: non conoscono la fretta del mondo politico o mediatico, si misurano in anni e non in giorni, e cercano la solidità più che l’effetto immediato. In questo orizzonte, cento giorni non sono nulla.
Il principio che guida Leone XIV resta quello annunciato fin dal primo giorno: “sparire perché rimanga Cristo”. Non è una formula, ma la misura di ogni scelta futura. Tutto ruota attorno a un solo centro, e tutto dovrà servire a renderlo visibile.

