Esame di maturità 2026: rinnovata all’insegna della personalizzazione



La maturità italiana si prepara a una significativa trasformazione per l’anno scolastico 2025/2026, con cambiamenti che puntano a un approccio più olistico e meno focalizzato sulla semplice valutazione delle nozioni.

Le novità principali riguardano l’introduzione di un esame orale obbligatorio che copre ben quattro materie, e una riduzione del numero dei commissari d’esame.

L’Orale come Fulcro della Valutazione
Il cuore di questa nuova maturità sarà l’esame orale, che diventa non solo obbligatorio ma anche ampliato nel suo raggio d’azione. Se in passato l’orale si concentrava su una o due discipline, la riforma prevede che lo studente sia valutato su un panel di quattro materie.

L’obiettivo è spingere i candidati a un apprendimento più interconnesso, dimostrando non solo la conoscenza, ma anche la capacità di collegare diversi ambiti del sapere. Si vuole così valorizzare un pensiero critico e una preparazione più completa, che non si limiti alla memorizzazione per la sola prova scritta.

Un altro punto centrale del rinnovamento è la riduzione del numero di commissari. Il gruppo d’esame passerà da sette a cinque membri, rendendo il processo valutativo più snello e diretto.

Secondo il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, questa scelta si inserisce in una visione più ampia: “Lo studente sarà valutato come persona”. Questa dichiarazione sottolinea la volontà di superare un modello di esame che vede il candidato come un semplice numero o un insieme di voti.

La riduzione del numero di commissari mira a creare un contesto meno formale e più concentrato sul dialogo, permettendo ai docenti di cogliere meglio le sfumature della personalità, le abilità comunicative e il percorso di crescita individuale dello studente.

Ritorno alla Centralità dell’Esame di Stato
Questi cambiamenti sembrano segnare un ritorno alla centralità dell’Esame di Stato come momento di verifica non solo accademica, ma anche personale. La nuova struttura, pur rendendo l’esame orale più impegnativo, intende renderlo anche più significativo, allontanandosi dall’idea di una mera formalità e avvicinandosi a un vero e proprio rito di passaggio.

L’auspicio del Ministero è che questa riforma possa ridare dignità e senso all’esame finale, rendendolo un momento di autentica valutazione del percorso scolastico e umano di ogni singolo studente.