Pogacar ha deciso di partecipare alla Vuelta. Una scelta importante che conferma la volontà da parte dello sloveno di chiudere la Tripla Corona. E non è finita qui
La sfida è lanciata: Tadej Pogacar vuole scrivere una nuova pagina di storia del ciclismo. Subito dopo le fatiche del Tour de France, lo sloveno non sembrava intenzionato a partecipare alla Vuelta. L’ultima settimana era stata complicata anche a causa di difficoltà presenti in squadra. Uno sforzo non indifferente per difendere la Maglia Gialla tanto da ipotizzare uno stop prima di ritornare in bicicletta.
Ma l’impresa della Tripla Corona è troppo stuzzicante per non prendere parte ad una competizione come la corsa spagnola. Fino ad oggi sono stati nove i corridori in grado di vincere tutte e tre i Grandi Giri non naturalmente nello stesso anno. Fra loro c’è anche l’italiano Felice Gimondi. Ma parliamo comunque di ciclisti del calibro di Merckx, Anquetil, Hinault, Contador, Nibali, Froome e addirittura Vingegaard, che in questa stagione con il Giro d’Italia aveva preceduto Pogacar.
Lo sloveno fino a oggi non ci aveva mai pensato. Una scelta personale dovuta alla volontà di scrivere pagine importanti al Tour e mettere in bacheca anche un Giro d’Italia. Ora c’è la possibilità di chiudere il discorso della Tripla Corona e sigillare un primo traguardo. Senza dimenticare che Tadej ha in mente di scrivere una vera e propria pagina di storia nei prossimi anni.
Il rapporto di Pogacar con la Vuelta
La Vuelta è sempre stato un trampolino di lancio per molti corridori. Non è un mistero che, anche per questioni di calendario, le tre settimane spagnole non hanno una risonanza come il Giro o il Tour. Una situazione che da tempo è al vaglio dei vertici del ciclismo, ma per ora non si è mai riuscita a trovare una soluzione che possa andare bene comunque a tutte le parti.
E lo stesso Pogacar non ha mai visto la corsa spagnola come un vero obiettivo della sua carriera. Almeno fino ad oggi. L’ultima presenza, infatti, risale al 2019 quando Tadej non era sicuramente questo. Un terzo posto alle spalle del connazionale Roglic e di Alejandro Valverde. Ora siamo in un’epoca diversa e sembra davvero difficile trovare un corridore in grado di metterlo in difficoltà.
Ricordiamo per esempio quanto successo al Giro d’Italia vinto da Pogacar nel 2024 o anche il dominio di Vingegaard di quest’anno alla Corsa Rosa. Lo sloveno, che ha come principale obiettivo quello di conquistare la classifica generale per chiudere la Tripla Corona, si può assolutamente accontentare di una o due tappe del suo livello per scalare il solco con gli avversari.
Sembra molto complicato pensare ad un esito diverso. Poi naturalmente ci sono le possibili sorprese. Come per esempio la caduta di Vingegaard al Tour. Ma la scelta di Pogacar di prendere parte alla Vuelta ha un chiaro obiettivo: vincere e conquistare la Tripla Corona. Il resto si vedrà strada facendo, ma di certo lo sloveno non si prenderà rischi o magari attaccherà sempre visto che nelle gambe ci sono le fatiche del Tour e non c’è assolutamente la necessità di forzare.
La squadra di Pogacar
A supporto di Pogacar ci sarà una squadra di assoluto livello. Niente Del Toro, ma gente come Joao Almeida e Jay Vine sanno molto bene come andare in salita. Anche l’esperienza di Domen Novak e Pavel Sivakov sarà fondamentale in queste tre settimane. Lo spagnolo Pablo Torres Arias e l’americano Kevin Vermaerke chiudono la squadra che la UAE Emirates ha scelto per la Vuelta.
Pogacar e l’obiettivo dei tre Giri in un anno
Chiudere la Tripla Corona e poi pensare forse all’obiettivo più complicato oltre a vincere la Parigi-Roubaix: quello di vincere i tre Grandi Giri in una stagione. Un traguardo che fino ad oggi nessuno è riuscito a tagliare e l’unico in grado di farlo ad oggi sembra essere proprio Pogacar.
Nella testa la pazza idea c’è e ci sta già pensando. Difficile in questo momento pensare quanto il tutto si trasformerà in realtà. Ci sono diverse cose da valutare e anche la piccola distanza fra le tre corse non semplifica il ragionamento. Ma siamo certi che Pogacar ci proverà.
Quando? Complicato ad oggi sbilanciarsi. Possiamo escludere il 2028. L’anno delle Olimpiadi rende tutto molto veloce e pensare un Tadej in grado di compiere questa impresa è quasi impossibile. Di certo la prossima stagione potrebbe essere quella giusta anche per questioni di avversari.
Seixas sta crescendo e il rischio di trovarsi altri corridori pronti a metterlo in difficoltà c’è. Pogacar deve sfruttare questo momento in cui ha una superiorità sugli avversari. E, quindi, si potrà chiudere l’obiettivo senza maggiori sforzi. Dunque vedremo cosa succederà nel corso dei prossimi anni. Ma una cosa è certa: Tadej ha voglia di scrivere una nuova pagina di storia del ciclismo e diventare il più forte di sempre.