Scajola, ‘Berlusconi grande leader, la rese un contenitore di diversità’

Dopo la Prima Repubblica, “c’è stata una fase, che potremmo definire ‘Berlusconiana’: quella del maggioritario, del bipolarismo… una fase che è partita con un’immagine di cambiamento, dopo Tangentopoli. Questa fase è stata fatta sulle emozioni di un grande leader come era Silvio Berlusconi”. Sono le parole del sindaco di Imperia ed ex ministro Claudio Scajola a Liguria d’Autore, la rassegna promossa da Vis Factor a Rapallo.

In quella fase – prosegue Scajola – c’è stata una ricerca di trasformazione, da una parte dell’immaginario televisivo e della suggestione con le persone. Così si riusciva ad avere un rapporto diretto fra la politica del leader e quella della popolazione, meno mediato. Poi si è costruita, rafforzata e messe le gambe a un movimento che poi era la Forza Italia. Questo movimento è diventato la Forza Italia europeista, atlantista, dell’innovazione, del garantismo. Una Forza Italia che metteva un po’ insieme i filoni cattolico, socialista, liberale e riformista. Questa è stata Forza Italia: un contenitore come era stata, a suo tempo, la Democrazia Cristiana”. 

Nella Dc, prosegue Scajola, “c’erano delle diversità enormi, fra la posizione di un Demita e quella di uno Scalfaro. E in Forza Italia si reggeva questo mondo, chiamiamolo moderato, innovatore, riformista. Questo mondo ha accolto persone che erano contro la Prima Repubblica e ha preso anche personaggi che invece nella Prima Repubblica avevano avuto un peso, una considerazione”.

Elettorato non si riconosce in politici, taglio parlamentari una sciocchezza.

l’ex ministro e sindaco di Imperia a Liguria d’Autore, ‘abbiamo diminuito forza del popolo nel governo della Nazione’

Quella che sta vivendo oggi la politica italiana è la “fase dove la politica è assestata. Il maggiore responsabile della pochezza che oggi ha come rappresentatività il Parlamento italiano è dovuta alla legge elettorale. Il cittadino non sceglie più. Quando Berlusconi si è affermato, e si è passati dalla cosiddetta Prima Repubblica alla Seconda, c’era come legge elettorale il Mattarellum. In questa legge, i collegi erano una competizione diretta fra persone. I collegi erano 475, tanti. Quindi, tu non potevi far eleggere la Velina o il prediletto. Dovevi far eleggere quello che, essendo competitivo, doveva essere più bravo dell’altro. E doveva essere considerato così dai cittadini. Quella legge, che secondo me negli ultimi anni è stata ancora la migliore, ha portato a un Parlamento rappresentativo. Cos’è successo dopo? Due fatti, secondo me, che sono la crisi della politica di adesso. Questi sono il motivo per cui il 50% e più non va a votare: perché non si riconosce più in quelli che ci sono”. Sono le parole del sindaco di Imperia ed ex ministro Claudio Scajola a Liguria d’Autore, la rassegna promossa da Vis Factor a Rapallo.

“A questo – prosegue Scajola – si è aggiunta la riduzione dei parlamentari, che è stata una sciocchezza. Hanno fatto credere alla popolazione che diminuendo i parlamentari diminuivano i costi della politica. In realtà, abbiamo ridotto i rappresentanti del popolo. Abbiamo fatto diminuire la forza del popolo nel governo della Nazione e abbiamo fatto una legge elettorale dove tu hai solo un compito: per farti eleggere deputato devi dire sempre di sì e piacere al leader che fa le liste”.