Durante un punto stampa a margine dell’Assemblea Generale dell’ONU a New York, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato una mozione parlamentare per il riconoscimento dello Stato di Palestina.
Tuttavia, il via libera è subordinato a due condizioni precise: la liberazione degli ostaggi e l’esclusione di Hamas da qualsiasi ruolo di governo.
Meloni ha dichiarato: “Il riconoscimento della Palestina deve essere subordinato al rilascio degli ostaggi e all’esclusione di Hamas da qualsiasi dinamica di governo. Non sono contraria al riconoscimento, ma dobbiamo darci le priorità giuste. Spero che questa mozione possa trovare il consenso dell’opposizione”.
La premier ha sottolineato che il riconoscimento, in assenza di uno Stato sovrano e stabile, non porterebbe benefici concreti ai palestinesi. Ha inoltre ribadito che la pressione politica dovrebbe essere esercitata su Hamas, accusato di ostacolare la fine del conflitto rifiutando di liberare gli ostaggi.
L’annuncio ha provocato reazioni immediate e forti da parte dei leader dell’opposizione:
Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha definito la proposta “un misero espediente” e ha accusato il governo di “oscena ipocrisia” per il suo continuo sostegno a Netanyahu. “Il riconoscimento di uno Stato è un atto formale e simbolico. O lo fai, o non lo fai” ha dichiarato.
Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha bollato l’iniziativa come “una presa in giro”. Ha ribadito che il riconoscimento dovrebbe riguardare l’Autorità Nazionale Palestinese, non Hamas, e ha invitato Meloni a seguire l’esempio degli oltre 150 Paesi che hanno già riconosciuto la Palestina.
La mozione arriva in un momento di forte pressione internazionale. Nei giorni precedenti, diversi Paesi – tra cui Francia, Spagna e Canada – hanno annunciato il riconoscimento dello Stato palestinese. In Italia, manifestazioni in oltre 60 piazze hanno chiesto un intervento deciso contro l’eccidio del popolo palestinese.
La mozione sarà presentata in Parlamento nei prossimi giorni. Resta da vedere se troverà il sostegno trasversale auspicato da Meloni o se si trasformerà in un nuovo terreno di scontro politico. Intanto, il dibattito sul Medio Oriente continua a dividere profondamente l’opinione pubblica e le forze politiche italiane.