L’ondata di rincari che sta colpendo l’economia italiana non risparmia il settore delle telecomunicazioni.
Secondo l’ultima denuncia presentata dal Codacons, milioni di utenti si trovano a dover affrontare ritocchi verso l’alto delle tariffe per la telefonia fissa e mobile, con un impatto che può arrivare a pesare fino a 60 euro in più all’anno per ogni singola utenza.
I numeri della denuncia: quanto costa il rincaro?
Le rilevazioni dell’associazione dei consumatori evidenziano una tendenza generalizzata che coinvolge i principali operatori del mercato italiano.
Gli aumenti, giustificati spesso dalle aziende come “adeguamenti ai costi di gestione” o “miglioramenti tecnologici”, si traducono in esborsi mensili significativi:
Aumento mensile: tra 1 e 5 euro a seconda del piano tariffario.
Impatto annuale: una spesa extra compresa tra 12 e 60 euro.
Segmenti coinvolti: sia la telefonia mobile (ricaricabili e abbonamenti) che la linea fissa (ADSL e Fibra).
“Si tratta di una crescita che appare ingiustificata in un momento in cui i consumatori sono già vessati dall’inflazione e dal caro-energia,” sottolinea il Codacons nel suo comunicato.
Il mercato delle telecomunicazioni sta vivendo una fase di trasformazione. Se per anni la concorrenza tra i gestori ha portato a una guerra al ribasso dei prezzi, oggi la tendenza sembra essersi invertita.
Le principali modalità con cui vengono applicati questi rincari sono:
L’operatore comunica la variazione con un preavviso di almeno 30 giorni.
Alcune compagnie hanno iniziato a inserire clausole che permettono l’adeguamento automatico dei prezzi in base all’indice IPCA (inflazione), una pratica aspramente criticata dalle associazioni dei consumatori.
In alcuni casi, l’aumento del prezzo è accompagnato da un incremento dei Giga o della velocità di navigazione, servizi che però l’utente spesso non ha richiesto.
Davanti a una modifica unilaterale del contratto, l’utente non è però privo di difese.
Ecco cosa è fondamentale sapere:
Il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto o passare a un altro operatore senza penali né costi di disattivazione entro la data indicata nella comunicazione di aumento (solitamente 60 giorni).
L’operatore è obbligato a informare l’utente della variazione via SMS o in fattura, specificando chiaramente la possibilità di recesso gratuito.
Spesso la soluzione più efficace resta il “porting” verso gestori virtuali (MVNO) o nuovi entranti nel mercato che mantengono tariffe più basse e “bloccate” per lunghi periodi.
Il Codacons ha già annunciato che monitorerà l’evolversi della situazione, segnalando eventuali pratiche commerciali scorrette all’Antitrust (AGCM) e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM).
L’obiettivo è garantire che la trasparenza non sia solo formale, ma sostanziale, proteggendo le tasche delle famiglie italiane in un settore ormai indispensabile come quello della connettività.

