Il clima internazionale si fa sempre più teso lungo l’asse Washington-Mosca-Teheran.
Il Cremlino è intervenuto ufficialmente per stigmatizzare le ultime mosse dell’amministrazione statunitense, definendo “inaccettabili” le minacce rivolte verso la Repubblica Islamica dell’Iran e denunciando una strategia di pressione economica che rasenta il coercitivo.
L’Accusa di Mosca: “Un Ricatto Sfacciato”
Al centro della disputa non ci sono solo i moniti verbali, ma misure economiche concrete. Mosca ha puntato il dito contro l’annunciato aumento dei dazi doganali nei confronti dei partner commerciali di Teheran. Secondo il Ministero degli Esteri russo, questa mossa non sarebbe altro che un “ricatto sfacciato” volto a isolare l’Iran colpendo indirettamente chiunque decida di mantenere rapporti economici con il Paese.
“L’uso di barriere tariffarie come arma politica mina le basi del commercio globale e viola le norme internazionali,” si legge in una nota ufficiale russa. “È un tentativo di imporre la volontà di una singola nazione attraverso il soffocamento economico dei partner di uno Stato sovrano.”
Da parte loro, gli Stati Uniti, sotto la guida del Presidente Donald Trump, continuano a perseguire una linea di “massima pressione”. L’obiettivo dichiarato è duplice:
Limitare le risorse finanziarie che Teheran destina ai suoi programmi militari.
Dissuadere le nazioni terze dal collaborare con l’Iran, rendendo il costo del commercio “proibitivo” attraverso l’imposizione di dazi punitivi.
Questa escalation non riguarda solo l’economia, ma ridefinisce gli equilibri globali:
Di fronte alle sanzioni occidentali, la Russia e l’Iran stanno accelerando l’integrazione dei loro sistemi finanziari e logistici.
L’incertezza sui dazi rischia di destabilizzare le catene di approvvigionamento globali, già provate dalle tensioni in Medio Oriente.
La critica russa evidenzia una frattura sempre più profonda tra chi sostiene un ordine basato sulle regole del WTO e chi utilizza il potere economico come strumento di politica estera unilaterale.
Mentre Washington non accenna a fare passi indietro, Mosca ribadisce la sua solidarietà ai partner iraniani, promettendo di studiare “contromisure” per proteggere i flussi commerciali dalla pressione dei dazi americani.