In una fase cruciale per gli equilibri del Medio Oriente, l’Italia consolida la propria posizione diplomatica.
Durante un punto stampa a Seul, nell’ambito della sua visita istituzionale in Asia, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato un’importante novità riguardante la gestione della crisi nella Striscia: «Siamo stati invitati anche noi a far parte del Board per Gaza».
L’annuncio, arrivato oggi 18 gennaio 2026, segna un passo avanti significativo per la diplomazia italiana. Il cosiddetto “Board of Peace” è l’organismo internazionale incaricato di supervisionare la stabilizzazione e la ricostruzione dell’area. Questo progetto è fortemente sostenuto dall’amministrazione statunitense sotto la presidenza di Donald Trump.
Secondo la Premier, l’invito non è solo un atto formale, ma il riconoscimento del lavoro svolto da Roma negli ultimi mesi.
Meloni ha sottolineato come l’Italia possa essere un elemento di equilibrio in un contesto estremamente fragile:
“Penso che l’Italia possa giocare un ruolo di primo piano nella costruzione del piano di pace. Siamo un attore molto attivo nella regione, con buoni rapporti con tutti i principali stakeholder, e siamo pronti a fare la nostra parte.”
Il coinvolgimento italiano nel Board si inserisce in una strategia più ampia che vede il nostro Paese impegnato su più fronti. L’invito rafforza il ruolo già attivo dell’Italia. Il Paese si era distinta per l’invio della nave ospedale Vulcano e il trattamento di minori palestinesi negli ospedali nazionali.
L’obiettivo dichiarato è facilitare una soluzione che porti alla stabilità duratura. Vi è anche un occhio di riguardo alla sicurezza della regione e al rilancio di un processo politico.
Far parte del Board a livello esecutivo (mentre si attende l’ufficialità per il livello politico) permette all’Italia di sedere ai tavoli delle decisioni sulla post-conflitto. In questo modo verranno decise le modalità della ricostruzione.
La Presidente ha precisato che i dettagli tecnici e i dossier sulla sicurezza verranno approfonditi al suo rientro in Italia. Resta alta l’attenzione sul coordinamento con gli altri partner europei e con gli Stati Uniti. Questo è particolarmente importante in un momento in cui le tensioni sui dazi e sulla sovranità economica agitano i rapporti transatlantici.
L’invito al Board per Gaza rappresenta dunque per Palazzo Chigi una “occasione unica” per dimostrare che l’Italia non è solo un osservatore. Il Paese è un protagonista capace di influenzare positivamente la risoluzione di una delle crisi più complesse del nostro tempo.



