Teheran avvia il ripristino graduale di Internet



Dopo oltre dieci giorni di blackout totale dovuto alle violente proteste che scuotono il Paese, il governo iraniano allenta la morsa sulle telecomunicazioni.

Da martedì ripartite le chiamate internazionali, seguiti dai primi servizi di messaggistica.

L’Iran prova a tornare online, seppur a piccoli passi e sotto stretto controllo. Tuttavia, secondo quanto appreso da fonti informate e confermato dalle principali agenzie internazionali, il governo di Teheran ha dato il via a un ripristino “graduale” dell’accesso a Internet.

La rete globale era stata oscurata lo scorso 8 gennaio nel tentativo di soffocare il coordinamento delle proteste di piazza iniziate il 28 dicembre.

Il cronoprogramma della riapertura
Il ritorno alla connettività sta seguendo una tabella di marcia precisa, volta a testare la stabilità dell’ordine pubblico:
Ripristino delle chiamate internazionali.
Riattivazione dei primi servizi di messaggistica.
Prime connessioni internet segnalate dagli uffici stampa esteri (Afp) a Teheran. Tuttavia, la maggior parte dei provider mobili e domestici risulta ancora inattiva per la popolazione civile.

L’agenzia statale Tasnim ha confermato che il piano delle autorità prevede una normalizzazione progressiva. Non è stata tuttavia fornita una data certa per il pieno ritorno alla banda larga su tutto il territorio nazionale.

Il blocco iniziato l’8 gennaio non ha risparmiato nulla: dai social network già storicamente osteggiati (come Instagram, X, Facebook e YouTube) fino a Telegram, strumento fondamentale per la circolazione delle notizie nel Paese.
La vera stretta autoritaria di questa crisi è stata però rappresentata dal divieto assoluto delle VPN (Virtual Private Networks).

Se in passato gli iraniani riuscivano ad aggirare i filtri statali tramite questi “tunnel” digitali, nelle ultime due settimane il governo è riuscito a neutralizzare quasi ogni strumento di bypass. Di conseguenza, sono stati isolati di fatto 85 milioni di persone dal resto del mondo.
Il contesto politico e internazionale
Mentre l’Iran riapre i rubinetti del web, la diplomazia internazionale resta in fermento.

La premier italiana Giorgia Meloni, in costante contatto con i leader mondiali, ha riferito di aver interloquito con il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte. Inoltre, è stato sentito anche il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Quest’ultimo, secondo quanto riferito dalla Presidenza del Consiglio, si sarebbe mostrato “interessato ad ascoltare” le analisi europee sulla crisi mediorientale.

Nel frattempo, la situazione interna resta tesa. Nonostante i segnali di riapertura digitale, giungono notizie di nuovi martiri della protesta, come il giovane Erfan. Egli è divenuto simbolo delle manifestazioni e, secondo fonti locali, recentemente ucciso dalle forze di sicurezza.

Il ripristino di Internet è visto dagli osservatori come un segnale di “ritorno al controllo” da parte del regime. Tuttavia, resta da vedere se l’accesso verrà nuovamente limitato qualora le piazze dovessero riaccendersi. Per ora, il “muro digitale” mostra le prime crepe, ma la libertà di navigazione in Iran resta un miraggio lontano.