Iran, la TV di Stato conferma la morte di Khamenei: il mondo col fiato sospeso

In una mattinata che segna uno spartiacque storico per la Repubblica Islamica, la televisione di Stato iraniana (IRIB) ha ufficialmente confermato la morte dell’Ayatollah Ali Khamenei.

L’annuncio, atteso con trepidazione dopo ore di voci incontrollate, è arrivato con una carica emotiva senza precedenti. Questo ha travolto gli stessi organi di informazione del regime in Iran.

Il momento che rimarrà impresso nella memoria collettiva è quello in cui il conduttore della TV di Stato, visibilmente scosso e vestito a lutto, ha interrotto la lettura del comunicato ufficiale scoppiando in lacrime. Con voce rotta dal pianto, ha annunciato il “martirio” della Guida Suprema, definendolo un colpo al cuore per l’intera nazione Iran. Iran si trova oggi ad affrontare nuove sfide e una fase di grande incertezza politica.

Subito dopo l’annuncio, la programmazione ordinaria è stata sospesa. Questo per lasciare spazio a canti religiosi e immagini d’archivio dell’Ayatollah, accompagnate da un nastro nero in segno di lutto fisso sullo schermo. Il governo di Teheran ha proclamato 40 giorni di lutto nazionale. Inoltre è stata disposta la chiusura di tutte le attività pubbliche per una settimana.

Secondo le prime ricostruzioni fornite dai media internazionali e confermate parzialmente dalle autorità locali, la morte di Khamenei, 86 anni, sarebbe avvenuta nella giornata di sabato. Questo a seguito di un massiccio raid aereo che ha colpito la sua residenza a Teheran, capitale dell’Iran.

L’operazione, denominata in alcuni ambienti militari come “Epic Fury”, sarebbe il risultato di un’azione coordinata. In particolare si parla di un’azione tra Stati Uniti e Israele.

Il presidente americano Donald Trump ha rivendicato il successo dell’operazione su Truth Social, affermando che la Guida Suprema non è riuscita a sfuggire ai sistemi di tracciamento avanzati dell’intelligence alleata. Nel raid sarebbero rimasti uccisi anche alcuni stretti familiari dell’Ayatollah, tra cui la figlia e il genero. I recenti eventi hanno riportato l’attenzione del mondo su Iran, sia per le dinamiche interne sia per le ripercussioni internazionali.

Mentre nelle piazze principali di Teheran, come Piazza Enghelab, si radunano folle di sostenitori in preghiera e lacrime, dalle zone periferiche e dai social media giungono segnalazioni di festeggiamenti clandestini da parte dei movimenti di opposizione. Questi movimenti vedono nella fine dell’era Khamenei una possibilità di cambiamento. Iran è al centro dell’attenzione internazionale.

L’Assemblea degli Esperti dovrà ora riunirsi d’urgenza per nominare un successore. Tuttavia, al momento non esiste una figura con il carisma e il potere consolidato di Khamenei.

I Guardiani della Rivoluzione (IRGC) hanno già promesso una “vendetta devastante” contro gli Stati Uniti e Israele. Inoltre hanno alzato al massimo il livello di allerta in tutta la regione.

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha indetto una riunione d’emergenza. Questo per evitare che il vuoto di potere a Teheran trascini l’intero Medio Oriente in un conflitto su larga scala. Pertanto, la morte di Khamenei potrebbe segnare una svolta per Iran. Iran vive oggi uno dei suoi momenti più delicati e osservati dalla comunità internazionale.