Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il prezzo medio nazionale del gasolio in modalità self-service ha raggiunto i 2,130 €/l sulla rete stradale e i 2,145 €/l in autostrada.
La benzina, pur restando più economica rispetto al diesel, non è immune ai rincari, attestandosi su una media di 1,77-1,81 €/l. Il “sorpasso” del diesel sulla verde è un fenomeno che si sta consolidando a causa di dinamiche fiscali e internazionali specifiche.
La geografia dei rincari vede alcune zone d’Italia particolarmente penalizzate. Al vertice della classifica delle regioni più care troviamo:
Provincia Autonoma di Bolzano: Si conferma l’area più costosa con punte di 2,160 €/l per il diesel.
Calabria: lSegue a ruota con un prezzo medio di 2,158 €/l.
Liguria: Al terzo posto con 2,148 €/l.
Lombardia:Prezzi elevati che sfiorano i 2,147 €/l.
Al contrario, le regioni dove si registra (relativamente) il prezzo più basso, pur restando sopra la soglia dei 2,1 euro, sono l’Abruzzo (2,102 €/l) e le Marche (2,109 €/l).
Il rincaro non è figlio di una sola causa, ma di un mix di fattori geopolitici e decisioni normative:
Il conflitto in corso in Iran ha destabilizzato i mercati energetici, riducendo l’offerta di greggio e spingendo in alto le quotazioni internazionali.
Riallineamento delle Accise: In linea con le direttive europee sulla transizione ecologica, l’Italia ha avviato un processo di riallineamento delle accise tra benzina e gasolio, eliminando progressivamente i vecchi sussidi ambientali favorevoli al diesel.
Le associazioni dei consumatori denunciano fenomeni speculativi.
La Guardia di Finanza ha intensificato i controlli, portando al sequestro di oltre 386.000 kg di carburante e a numerose denunce per frode o mancata esposizione dei prezzi medi.
L’impatto sulle famiglie secondo le stime dell’Unione Nazionale Consumatori, la spesa per i rifornimenti è aumentata del 12% rispetto ai mesi precedenti. Un pieno da 50 litri di diesel costa oggi mediamente 99 euro, contro gli 85 euro di inizio anno. Questo aggravio si traduce in una spesa supplementare per gli italiani stimata in circa 470 milioni di euro nel solo mese di marzo.
Il Governo ha prorogato parte delle misure di contenimento delle accise fino al 1° maggio, ma l’incertezza internazionale e la pressione della domanda legata ai trasporti pasquali lasciano presagire che i prezzi rimarranno elevati ancora per diverse settimane.
