Tra i rituali di benessere più in voga vi è quello di fare la doccia al buio, noto come “dark showering”.
Stando alle analisi dei trends questo rituale è sempre più scelto. Nell’ultimo anno ha registrato un incremento del 2.238%. Il termine “dark showering” infatti ha raggiunto circa 50.000 ricerche nell’ultimo mese. Ciò riflette un costante interesse da parte delle persone nei confronti della possibilità di rilassarsi dopo una giornata intensa e come staccare efficacemente la spina.
Secondo Danielle Louise, esperta di bellezza presso Fresha, la piattaforma di prenotazione leader a livello mondiale per il settore beauty e wellness), l’incremento di questo rituale sta cambiando il modo di concedersi un momento per la cura di è. Sull’argomento ce ne parla in questa intervista.
Cosa ne pensa del rituale dello dark showering?
La doccia al buio fa parte di un modo più ampio di concedersi una routine di bellezza e benessere. Trasmette inevitabilmente calma e relax. Le persone cercano modi per rendere le abitudini quotidiane più lenitive, e abbassare le luci può cambiare istantaneamente l’atmosfera di un gesto semplice come farsi una doccia.
Chi pratica maggiormente questo rituale?
La dark showering trasforma un compito di routine in un vero e proprio rituale. È amato da chi si sente sovrastimolato, specialmente dopo lunghe giornate passate davanti agli schermi o a correre a destra e a manca. Quell’ambiente più soft può risultare molto più rilassante della forte illuminazione del bagno.
Perché la doccia al buio sta spopolando proprio ora?
Il trend sta guadagnando terreno perché consente di concretizzare efficacemente la domanda di abitudini di benessere facili da adottare a casa, senza la necessità di trattamenti costosi o di una revisione completa della propria routine.
La doccia al buio è spesso associata all’uso di candele, luci soffuse o allo spegnimento totale della luce principale per creare un’atmosfera più tranquilla, aiutando a trasformare una normale doccia in un’esperienza simile a quella di una spa.
Secondo lei dove risiede il fascino di questo rituale?
Il fascino di questa pratica è strettamente legato alla filosofia che sta dietro a trattamenti come massaggi e appuntamenti in centri benessere, dove l’ambiente è intenzionalmente mantenuto con luci basse e soffuse. C’è un motivo per cui le spa e le sale massaggi sono solitamente poco illuminate. Aiuta a creare un’atmosfera che sembra più silenziosa, sicura e rilassante, permettendo alle persone di staccare davvero. La doccia al buio mutua la stessa idea, rendendo l’ambiente meno aggressivo e più calmo.
Quanto conta l’ambiente in cui di esegue un rituale di benessere?
Nel settore del benessere, l’ambiente conta tanto quanto il trattamento stesso. Quando l’illuminazione è più morbida, l’intera esperienza sembra più riposante, ed è per questo che questo trend sta conquistando così tante persone. A differenza dei trend focalizzati puramente sull’aspetto fisico, la doccia al buio è guidata dall’esperienza che crea. Mentre i consumatori continuano a sfumare i confini tra bellezza, salute e cura di sé, i rituali che risultano emozionali e sensoriali diventano sempre più attraenti.
Come sta cambiando l’atteggiamento delle persone nei confronti della cura di sé e del benessere?
Le persone non pensano più alla bellezza solo in termini di come le fa apparire. Pensano a come le fa sentire. La doccia al buio si inserisce perfettamente in questo contesto perché riguarda meno la doccia in sé e più la creazione di un momento che sia di pace, privato e rigenerante. Con la crescita costante del benessere domestico, la doccia al buio sta emergendo come uno degli esempi più recenti di come i consumatori stiano rielaborando le routine ordinarie in esperienze di self-care più immersive.











