Ente dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) lancia l’allarme: probabilità al 91% di superare temporaneamente la soglia critica di 1,5°C entro il 2030.
Il termometro globale si prepara a una nuova, preoccupante fiammata. Secondo l’ultimo rapporto Global Annual-to-Decadal Climate Update pubblicato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), i prossimi cinque anni saranno caratterizzati da temperature costantemente vicine o superiori ai livelli storici.
Il vero “sorvegliato speciale” è il 2027, un anno che rischia di polverizzare ogni precedente record termico a causa della combinazione tra il riscaldamento globale antropico e il ritorno di un fenomeno climatico naturale ben noto: El Niño.
Il documento, curato dal Met Office britannico sulla base dei dati raccolti da 13 istituti meteorologici internazionali, traccia una traiettoria netta:
Temperature in crescita: Tra il 2026 e il 2030, la temperatura media globale oscillerà tra 1,3°C e 1,9°C sopra i livelli preindustriali (1850-1900).
Battuto il record del 2024:** Esiste un’elevatissima probabilità (86%) che almeno uno dei prossimi cinque anni superi il 2024, attuale detentore del primato di anno più caldo mai registrato nella storia moderna.
Soglia di Parigi a rischio: C’è ben il 91% di probabilità che la Terra superi temporaneamente la soglia critica di +1,5°C in almeno uno dei prossimi cinque anni.
Cosa significa per l’Accordo di Parigi?
Gli esperti della WMO chiariscono che un superamento *temporaneo* (anche di un intero anno) non significa aver fallito definitivamente gli obiettivi di Parigi, poiché i trattati internazionali si riferiscono a un riscaldamento strutturale e sostenuto su media trentennale.
Tuttavia, è il chiaro segnale che ci stiamo avvicinando pericolosamente a un punto di non ritorno.
La causa principale dell’impennata termica prevista a metà del quinquennio risiede nel Pacifico tropicale. Dopo una fase di neutralità e il passaggio di correnti più fredde, i modelli previsionali indicano lo sviluppo e l’intensificazione di un nuovo evento di El Niño a partire dalla fine del 2026.
L’effetto di riscaldamento delle acque oceaniche superficiali non si esaurisce subito, ma tende a trasferire un’enorme quantità di calore all’atmosfera nei mesi successivi, manifestando il picco dei suoi effetti globali proprio nel 2027.
Come spiegato da Leon Hermanson, scienziato del Met Office e autore principale del rapporto:
“È previsto l’arrivo di El Niño per la fine del 2026, il che aumenta sensibilmente le probabilità che l’anno successivo, il 2027, diventi il prossimo anno da record a livello globale”.
Il riscaldamento non sarà uniforme, ma colpirà in modo asimmetrico alcune aree chiave del pianeta:
Il vero focolaio globale. Le anomalie termiche saranno 3,5 volte superiori alla media del resto del pianeta.
Le conclusioni della WMO non lasciano spazio a dubbi: scenari di questo tipo impongono ai governi una riflessione immediata sulle strategie di adattamento.
Ondate di calore più lunghe e intense colpiranno direttamente la salute pubblica, la sicurezza alimentare, la gestione delle risorse idriche e la tenuta delle reti energetiche globali.














