Morto Osvaldo Bagnoli, l’ex allenatore del Verona si è spento all’età di 91 anni dopo una lunga malattia neurodegenerativa. Il suo calcio ha scritto pagine di storia
Il mondo del calcio piange forse uno degli allenatori più apprezzati dagli amanti di questo sport e non solo i tifosi del Verona. Osvaldo Bagnoli si è spento all’età di 91 anni. Il mago della Bovisa, in riferimento al suo quartiere d’origine a Milano, era affetto ormai da tempo a causa di una patologia neurodegenerativa è morto all’ospedale Borgo Roma della città scaligera.
Una carriera onesta da calciatore, diversa da allenatore. Gli appassionati lo ricorderanno proprio per la grande impresa fatta con il Verona. Un cammino iniziato addirittura dalla Serie B e nel giro di un quadriennio, oltre a due finali di Coppa Italia conquistate, lo Scudetto. Il primo e unico nella storia del club. Una squadra che ancora oggi è al centro dei racconti di chi ha vissuto quella stagione.
Chi era Osvaldo Bagnoli, la sua carriera
Nato a Milano il 3 luglio 1935, la carriera da calciatore di Bagnoli non è stata sicuramente come quella di allenatore. Ha giocato principalmente come mezzala o mediano, ma nella sua ultima parte di carriera anche da libero. L’esordio fra i professionisti all’età di 20 anni proprio con il Milan. Poi Verona, Udinese, Catanzaro, Spal, Udinese e Verbania prima di appendere gli scarpini al chiodo e decidere di allenatore.
Anche in questo caso la sua esperienza in panchina, almeno inizialmente, non ha regalato particolari esperienze significative. L’esordio in Serie C con la Solbiatese poi il trasferimento al Como e al Rimini, con cui ha ottenuto una salvezza in Serie B che lui stesso ha definito un capolavoro. Una volta finita questa esperienza, l’avventura con il Fano con la promozione in C1 e il Cesena con il quale ha sfiorato in due occasioni la promozione in Serie A.
Prestazioni che non sono passate inosservate al Verona. Gli scaligeri hanno scommesso su di lui nel 1981 e con il senno del poi è stata sicuramente una scelta giusta considerando quanto successo negli anni successivi.
L’esperienza con il Verona
Come detto in precedenza, il Verona è stato sicuramente l’exploit dell’intera carriera di Bagnoli. Il tecnico ha accettato la sfida nel 1981 con l’obiettivo di tornare in Serie A, ma mai si sarebbe aspettato la possibilità di fare un risultato simile. Subito la promozione con gli scaligeri e poi con il tempo il miracolo. Difesa a zona blindata e organizzazione tattica ai limiti del maniacale per provare a sorprendere le avversarie.
Le due finali di Coppa Italia raggiunge negli anni successi rappresentavano la conferma che il lavoro fatto era giusto e nella stagione 1984/1985 il miracolo. Una rosa importante con i gol di Nanu Galderisi, le geometrie di Di Gennaro e la corsa di Pierino Farina. Si tratta di calciatori che non trovavano spazio nelle big e hanno accettato la scommessa Verona.
Una squadra con una sinergia speciale. Ogni elemento dava il massimo e il Bentegodi in quella stagione ha rappresentato l’arma in più per colmare il gap con le big. Il gioco di Bagnoli era unico: fuorigioco, ritmi bassi e catenaccio senza l’ossessione di dover disputare le partite a viso aperto con le grandi. La classica strategia del prima non prendere gol e poi eventualmente farlo all’avversario.
Una stagione che il Verona ha chiuso con la miglior difesa (19 gol in 30 partite) e questi sono numeri che hanno confermato un anno perfetto e indimenticabile per gli scaligeri. Alla fine del campionato partì la festa con uno Scudetto che ancora oggi è nella mente tutti gli appassionati e sicuramente difficilmente replicabile nel calcio moderno.
Quella squadra, come ricordato anche Liedholm aveva dei punti di forza importanti: il collettivo, il contropiede e la voglia di lottare su ogni pallone. Ingredienti necessari per poter sorprendere le più forti e scrivere pagine di storia. Al termine di nove stagioni e una amara retrocessione, Bagnoli decise di lasciare il Veneto per provare a compiere altre imprese.
Le avventure con Genoa e Inter
Prima il Genoa e anche in questo caso stagioni davvero importanti con un sesto posto in Serie A e la semifinale di Coppa Uefa oltre che la prima vittoria di un’italiana a Liverpool. Una squadra con tanti campioni come il capitano Signorini e il campione del mondo Collovati.
Infine, un anno e mezzo all’Inter che lo ha visto chiudere al secondo posto alle spalle del Milan nel 1993 mentre nel 1994 una stagione complicata che si concluse con l’esonero. Una scelta che ha segnato molto Bagnoli tanto che da quel momento decise di non allenare più.
Osvaldo Bagnoli morto
Nonostante queste ultime esperienze non sempre positive, Bagnoli è rimasto nella mente di tutti gli appassionati di calcio e la sua morte chiude una pagina importante dello sport italiano. L’ex tecnico del Verona si è spento all’età di 91 anni in un ospedale a Verona dopo una lunga malattia neurodegenerativa. E nel corso delle prossime settimane ci saranno le opportunità di ricordarlo.