Anno III • Numero 245
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L’ultimo saluto a Don Antonio Mazzi, chiesa gremita a Milano

Una chiesa gremita di persone

Don Antonio Mazzi, i funerali si sono svolti a Milano in una chiesa gremita. Presenti diverse personalità con la volontà di dare l’ultimo saluto ad un sacerdote che ha dedicato la vita agli ultimi

Milano saluta Don Antonio Mazzi. A distanza di qualche giorno dalla scomparsa del sacerdote e fondatore di Exodus, nella chiesa di Sant’Ambrogio si sono svolti i funerali del prete. Una giornata di lutto per la città meneghina con il sindaco Sala, presente alle esequie, che ha proclamato un lutto cittadino ed esposto le bandiere a mezz’asta.

Oltre ai volontari e alle persone che sono state aiutate dal sacerdote, presenti anche diverse personalità come il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, don Luigi Ciotti e Urbano Cairo. La conferma di come don Mazzi era molto apprezzato a livello nazionale per il lavoro che ha svolto nel corso degli anni.

Don Antonio Mazzi, il ricordo durante l’omelia di don Massimiliano Parrella

C’è una parola che risuona in questa abbazia e che don Antonio apprezzava: è ‘ciao’. Oggi qui comprendiamo che quel ciao non era una semplice parola, era il riassunto del suo Vangelo”. È stato il ricordo di don Massimiliano Parrella durante l’omelia di oggi.

Dietro quel ciao – ha proseguito – c’era tutto, il detenuto che non voleva più il suo futuro, l’operatore, il tossicodipendente, un dio che non chiude mai la porta a nessuno. Oggi non ti salutiamo guardando indietro, ma guardando avanti perché il tuo ciao non chiude una storia, ma ne apre infinite altre”.

Quindi ha concluso. “Ciao don Antonio, proveremo a credere in chi non crede più, proveremo a costruire avamposti. Chiameremo figli quelli che il mondo chiama falliti, per tutti. E quando un giorno ci chiederanno cosa ci ha lasciato don Antonio, risponderemo che ci ha lasciato una vita, la sua, ma anche una parola piccola come un saluto ma grande come il Vangelo: ‘ciao“.

Tra i presenti, anche Don Luigi Ciotti: “Mi pare di dire di lui che ha fatto davvero un grande percorso educativo. È stata la testimonianza cristiana che ha portato, evangelica, ma anche la responsabilità civile. Tre parole sono fondamentali nel Vangelo: speranza, giustizia, accoglienza. Lui ha testimoniato questo con Exodus. La nostra amicizia è stata saldare assieme la terra con il cielo”, ha detto alla fine della funzione.

Don Antonio Mazzi ha interpretato il vero valore cristiano del perdono ed è sempre riuscito ad accompagnare coloro che sono caduti e metterli sulla retta via. È una persona a cui dobbiamo tanta riconoscenza e che ci dobbiamo sempre portare nel cuore”, è stato invece il commento del presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, a margine delle esequie, mentre Lele Mora lo ha definito “un secondo padre”. La salma è stata trasportata al tempio crematorio del cimitero di Lambrate.

Chi era Don Antonio Mazzi

Il sacerdote ha dedicato la sua vita alle persone sempre in grossa difficoltà nella città milanese. Una vocazione che lo ha portato nel 1984 a fondare Exodus. Un progetto itinerante che aveva come obiettivo quello dare un sostegno ai cosiddetti ultimi. Con il tempo, però, la sua associazione è diventata sempre più famosa anche grazie al mondo della televisione.

Il suo volto, infatti, è diventato familiare al grande pubblico grazie alla conduzione di Domenica In avvenuta nel 1994-1995 accanto a Mara Venier. Con la sua morte resta un vuoto incolmabile nel mondo della solidarietà e anche in quella Milano che è in grossa difficoltà. “Don Antonio ci ha insegnato a camminare spesso controvento, ma sempre insieme“, fanno sapere quei giovani che sono sempre stato al suo fianco.

La scomparsa, però, non fermerà il duro lavoro della sua associazione. “Piangiamo un padre straordinario, ma il modo più vero per dirgli grazie sarà continuare a sporcarci le mani sulla strada, accogliendo chiunque bussi alla nostra porta con lo stesso sorriso con cui lui accoglieva noi“, ancora i suoi volontari.

L’eredità di Don Antonio Mazzi

La morte di Don Antonio Mazzi non ferma il lavoro di Exodus. L’associazione è la vera eredità lasciata dal religioso nel corso dei suoi anni durante la lunga esperienza con l’obiettivo di aiutare gli ultimi e le persone in difficoltà.

Nell’omelia odierna è stato ricordato il lungo percorso del sacerdote iniziato a Milano con l’obiettivo di dare una possibilità a chi ha problemi. Ma, grazie anche alla televisione, la sua associazione è diventata nel corso di poco tempo molto conosciuta a livello nazionale con lo stesso sacerdote che è stato in grado di aiutare chi ha dimostrato di averne più bisogno.

Ora, però, il timore è che con il suo decesso si possa fermare. I volontari hanno ribadito la propria volontà di proseguire sulla strada intrapresa da don Mazzi e aiutare con il sorriso tutti coloro che busseranno alla porta. Si tratta di un passaggio fondamentale per consentire di dare una una mano a coloro che realmente ne hanno bisogno e, soprattutto, non lasciare ciò che il sacerdote in questi anni è riuscito a fare.