Anno III • Numero 245
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Chi è Nadia Battocletti, la regina europea del mezzofondo

Una atleta con la bandiera italiana sulle spalle

Nadia Battocletti continua a dominare in Europa nel mezzofondo. Andiamo a conoscere meglio chi è l’atleta italiana che sogna l’oro olimpico

BIRMINGHAM (INGHILTERRA) – Il panorama dell’atletica leggera continentale si tinge ancora una volta dei colori azzurri grazie a una prestazione magistrale che entra di diritto nella storia dello sport italiano. Nadia Battocletti si conferma la regina indiscutibile del mezzofondo europeo, conquistando una straordinaria medaglia d’oro nei cinquemila metri ai Campionati Europei di atletica di Birmingham.

La fuoriclasse trentina ha saputo gestire la gara con eccezionale maturità tattica, rimanendo coperta nel gruppo di testa per gran parte della prova e piazzando l’affondo decisivo negli ultimi trecento metri. Con una progressione irresistibile e un cambio di passo da autentica campionessa, ha staccato la concorrenza e tagliato il traguardo in solitaria. Questo trionfo le permette di bissare lo splendido successo ottenuto a Roma nel 2024 , dimostrando una continuità di rendimento ai massimi livelli che ha pochi eguali nel panorama internazionale.

La gara di Birmingham ha regalato immense soddisfazioni alla spedizione italiana non solo per il gradino più alto del podio. In una cornice di pubblico entusiasta, si è consumata un’altra grande impresa sportiva grazie a Micol Majori, capace di conquistare un meraviglioso bronzo.

Majori ha condotto una prova coraggiosa e intelligente, restando sempre agganciata al treno delle migliori e trovando le energie per uno sprint finale entusiasmante, concretizzato a soli cinquanta metri dalla linea d’arrivo con il sorpasso ai danni di Koster e Healy. La medaglia d’argento è andata alla spagnola Garcia, ma la copertina dell’evento resta tutta per la spedizione italiana e per la leadership indiscussa della sua stella più luminosa.

Chi è Nadia Battocletti, la carriera dell’azzurra

Per comprendere appieno la portata di questo ennesimo trionfo, è fondamentale ripercorrere le tappe della crescita di un talento puro. Nata a Cles, in provincia di Trento, il dodici aprile del duemila, la giovane atleta si è affermata negli anni come una delle figure più rappresentative e vincenti della storia dello sport azzurro. La passione per la corsa scorre profondamente nelle sue vene, frutto di una tradizione familiare interamente dedicata allo sport di alto livello.

Il padre Giuliano, ex azzurro del fondo e oggi suo guida e allenatore personale, ha saputo plasmarne le doti naturali con pazienza e metodo scientifico. Un contributo fondamentale alla sua crescita proviene anche dalla madre, Jawhara Saddougui, anch’essa con un passato da atleta nel mezzofondo in Marocco. Questo ambiente stimolante e ricco di valori ha permesso alla giovane campionessa di sviluppare una mentalità vincente fin dalle categorie giovanili, dove ha collezionato una sequenza impressionante di successi nel cross, su strada e in pista.

Il percorso verso la consacrazione definitiva tra le grandi del pianeta è stato costellato di tappe memorabili. Nel 2024, durante i Campionati Europei di Roma, l’atleta azzurra ha firmato una doppietta storica vincendo l’oro sia nei cinquemila che nei diecimila metri, diventando la prima donna italiana a riuscire in questa impresa nella medesima rassegna.

Pochi mesi dopo, sul palcoscenico più prestigioso delle Olimpiadi di Parigi, ha incantato il mondo con una prestazione maiuscola nei diecimila metri che le è valsa una splendida medaglia d’argento, arrivata subito dopo un eccellente quarto posto nella distanza più breve.

Il 2024 ha rappresentato il definitivo salto di qualità a livello globale. Ai Campionati Mondiali di Tokyo, Nadia Battocletti ha scritto una pagina inedita per l’atletica italiana, conquistando la medaglia d’argento nei diecimila metri e il bronzo nei cinquemila.

Nessuna atleta azzurra prima di lei era mai riuscita a salire per due volte sul podio nella stessa edizione di un Mondiale. A queste medaglie si sono aggiunti primati cronometrici eccezionali, come il record europeo dei cinque chilometri su strada fermato a quattordici minuti e trentadue secondi, e il nuovo record italiano dei cinquemila metri in pista con il tempo di quattordici minuti, ventitré secondi e quindici centesimi.

L’inizio del 2026 ha confermato uno stato di forma straordinario e una fame di vittorie inalterata. La campionessa trentina ha arricchito la sua bacheca conquistando il titolo mondiale indoor nei quattromila metri e stabilendo il nuovo limite nazionale sui dieci chilometri su strada con l’incredibile tempo di trenta minuti e otto secondi. Un ruolino di marcia che si aggiunge a un palmarès già ricchissimo, che comprende ben cinque titoli europei consecutivi nella corsa campestre e il titolo continentale sui dieci chilometri su strada.

Nadia Battocletti: vita privata, fidanzato e passioni

Oltre alle eccezionali doti atletiche, la fuoriclasse azzurra si distingue per una personalità eclettica e determinata anche al di fuori dei campi di gara. Dopo aver completato con successo gli studi al liceo scientifico, la mezzofondista si sta preparando a raggiungere un importante traguardo accademico con la discussione della tesi di laurea in architettura, dimostrando una rara capacità di conciliare gli impegni dello sport professionistico con lo studio universitario.

Sul piano personale, la vita sentimentale della campionessa è legata a Gianluca Munari, maestro ed ex sciatore originario di Vicenza. La coppia è unita dal 2022 , dopo essersi conosciuta grazie a un’amicizia in comune, trovando un equilibrio sereno lontano dai riflettori.

Il successo ottenuto a Birmingham rappresenta l’ennesima conferma di una carriera in continua ascesa. La capacità di gestire la pressione, la precisione tattica e la superiorità mostrata nei momenti decisivi della gara rendono l’atleta trentina un punto di riferimento assoluto per tutto il movimento sportivo italiano. Ogni sua apparizione in pista si trasforma in uno spettacolo di eleganza e potenza, capace di ispirare le nuove generazioni di corridori e di proiettare l’atletica azzurra ai vertici mondiali.