Anno III • Numero 245
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Europei Atletica, l’Italia vince il medagliere. Iapichino e 4×400 d’oro

Alcuni atleti italiani che festeggiano

Europei Atletica, l’Italia vince il medagliere e si prende la scena con una prestazione di assoluto livello. E il futuro è assolutamente dalla nostra

L’atletica italiana scrive una delle pagine più esaltanti della sua storia recente. Nella cornice di Birmingham, la spedizione azzurra si è imposta con autorità assoluta, dominando sia la classifica delle medaglie sia quella a punti proprio in casa dei rivali storici della Gran Bretagna. Per la seconda volta consecutiva, dopo i memorabili successi casalinghi di Roma 2024, l’Italia si attesta in cima al continente, confermando la bontà di un progetto tecnico unico e una continuità ad altissimo livello.

Il bilancio finale dell’evento parla da solo: dieci medaglie d’oro, sei d’argento e sei di bronzo, per un totale complessivo di ventidue podi. Nessuna compagine ha conquistato più ori né totalizzato un numero maggiore di medaglie. A dimostrazione della straordinaria compattezza dell’intera squadra, l’Italia ha fatto registrare anche il punteggio più alto nella classifica generale per nazioni, raggiungendo quota 226 punti ed eguagliando il primato storico di quarantacinque atleti approdati in finale. Si tratta della conferma definitiva di un movimento solido e maturo, pienamente affermato tra le superpotenze degli europei di atletica.

Il gran finale a Birmingham: oro storico nella staffetta e trionfo nel lungo

Il momento decisivo dell’intera manifestazione si è consumato nella sessione di chiusura, al termine di una serata da brividi che ha tenuto con il fiato sospeso tutti gli appassionati. Il sorpasso definitivo nel medagliere ai danni dei padroni di casa è arrivato grazie a un’impresa da leggenda nella staffetta 4×400 metri maschile. Per la prima volta nella storia della competizione, il quartetto azzurro composto da Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati è riuscito a salire sul gradino più alto del podio.

Con il tempo di 2:59.16, i quattro frazionisti hanno superato la formazione britannica con un margine irrisorio di soli tre centesimi di secondo, coronando una rimonta al cardiopalmo che ha fatto esplodere la gioia della delegazione italiana.

Soltanto una manciata di minuti prima della staffetta maschile, un altro momento indimenticabile aveva infiammato la pedana del salto in lungo. Larissa Iapichino si è aggiudicata il titolo di campionessa continentale grazie a un primo balzo di 7,00 metri, favorito da una lieve bava di vento impercettibile (+2.1 m/s). La misura è bastata per resistere agli assalti delle rivali per tutto il resto della gara. L’azzurra diventa così la prima donna nella storia dell’atletica italiana a conquistare il titolo continentale all’aperto nel salto in lungo, precedendo di un solo centimetro la britannica Jazmin Sawyers (6,99 metri con vento +2.2 m/s) al termine di una sfida serratissima.

A completare una sessione serale d’autore è arrivata anche la splendida medaglia di bronzo della staffetta 4×400 metri femminile. Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione ed Eloisa Coiro hanno fermato il cronometro sul tempo di 3:23.57, riportando la squadra azzurra sul podio europeo di specialità dopo ben dieci anni di attesa.

Al termine delle gare, la tabella dei podi ha incoronato l’Italia davanti alla Gran Bretagna, seconda con 9 ori, 8 argenti e 2 bronzi (19 complessivi), e alla Germania, terza con 6 ori, 10 argenti e 5 bronzi (21 in totale). La stessa identica gerarchia si è riflessa nella classifica a punti, dove i britannici hanno chiuso a quota 211,5 e i tedeschi a 196, confermando il primato indiscutibile degli azzurri agli europei di atletica.

La maturità di Larissa Iapichino tra autocritica e radici familiari

Raggiunta dai microfoni di Rai Sport subito dopo la cerimonia di premiazione, Larissa Iapichino ha espresso tutta la propria soddisfazione per un trionfo che segna il primo oro continentale senior della sua carriera. Nonostante la vittoria, l’azzurra ha voluto analizzare con profonda severità la propria prestazione:“Non è stata la gara che volevo, io pretendo moltissimo da me stessa e dopo il primo salto speravo di migliorare. Poteva andare decisamente peggio, è stata una gara di altissimo livello, ma questo è il livello che c’è in Europa, è praticamente un Mondiale, sono assenti giusto tre o quattro atlete, letteralmente sarebbe una finale del Campionato del Mondo“.

La vittoria ha assunto un valore simbolico eccezionale, dal momento che si tratta di un titolo che non era mai riuscito a conquistare nemmeno a sua madre, la leggendaria Fiona May: “Sono veramente molto felice di aver regalato a me ed al mio team, al mio allenatore, alla mia famiglia questa medaglia, che significa tantissimo dal punto di vista familiare. Abbiamo aggiunto un titolo, perché mia mamma non l’aveva mai vinto, quindi sono la prima lunghista ad aver vinto un Europeo, ho fatto il filotto dei titoli europei che posso vincere, poi l’ho vinto in una terra che mi ha cresciuta, è la terra di mia mamma, c’era tutta la mia famiglia dalla parte materna a sostenermi, e quindi è un oro che vale doppio“.

Per la lunghista italiana, il legame con la Gran Bretagna ha rappresentato una motivazione speciale durante tutta la gara: “La maglia azzurra per sempre sarà la mia Nazione, il mio cuore appartiene all’Italia ovviamente, però c’è una piccola parte che è un po’ inglese, e che in qualche modo ripercorre le origini di mamma e della mia famiglia, quindi è stato veramente un momento magico, è stato veramente bellissimo“.

Le grandi prestazioni della maratona: Riva d’argento e podio a squadre

Prima dell’apoteosi serale, la mattinata si era aperta nel migliore dei modi grazie alle indicazioni arrivate dalla maratona. Pietro Riva si è reso protagonista di una gara maiuscola sulla distanza dei 42,195 chilometri, chiudendo in 2h09:18 e conquistando una brillante medaglia d’argento. Il piemontese ha sferrato l’attacco decisivo nei metri conclusivi su un tratto in salita a breve distanza dal traguardo, chiudendo ad appena sette secondi dal tedesco Amanal Petros (2h09:11, nuovo record dei campionati), arrivato con ampio margine dopo un allungo solitario promosso al ventiseiesimo chilometro. A completare il podio maschile è stato l’israeliano Gashau Ayale (2h09:21).

Per Pietro Riva si tratta di una gradita conferma ad alti livelli: a due anni di distanza dall’argento vinto nella mezza maratona a Roma 2024, l’atleta azzurro ha ribadito le sue eccezionali qualità anche sulla distanza classica, affrontata qui soltanto per la terza volta in carriera.

Nella prova femminile sui 42 km, l’Italia ha conquistato un altro importante argento nella classifica a squadre, preceduta soltanto dalla Gran Bretagna (7h26:01) e davanti alla Spagna (7h30:41). A livello individuale, la vittoria è andata alla finlandese Alisa Vainio (2h22:26), ma l’Italia ha ben figurato con il sesto posto di Rebecca Lonedo (2h27:55) e il settimo di Sofiia Yaremchuk (2h28:02). Risultato determinante per il podio a squadre è stato anche il ventunesimo posto di Giovanna Epis (2h33:02), mentre Alessia Tuccitto ha concluso in trentunesima posizione (2h39:23).

L’insieme di questi risultati conferma la straordinaria completezza dell’Italia, capace di conquistare medaglie sia nei settori tecnici sia nelle corse di resistenza, imponendosi come il Paese guida degli europei di atletica.