Varenne morto, il leggendario cavallo si è spento improvvisamente a 31 anni. Ha vinto tutto incollando alla televisione milioni di italiani. Ciao ‘Capitano’
EBOLI (SALERNO) – Ha fatto innamorare l’Italia, ha incollato milioni di persone davanti alla tv. Le sue imprese sono state trasmesse anche sulla Rai. Oggi la notizia della morte di Varenne ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti coloro che hanno visto dal vivo le sue cavalcate leggendarie. Si era ritirato ormai da tempo, ma il suo nome ha continuato a girare nel mondo dell’ippica visto che ha generato oltre 2000 figli e tra questi ci sono anche 5 vincitori del Derby italiano del trotto oltre che diversi campioni.
L’addio a Varenne chiude una pagina importante della storia dello sport italiano. Il cavallo non è solo un simbolo dell’ippica, ma dell’intero sport italiano. E’ riuscito a vincere le corse più importanti al mondo nello stesso anno, il titolo di Cavallo dell’anno in tre differenti Stati. Stiamo parlando di una vera e propria leggenda che si è spenta a 31 anni, età sicuramente importante. Gli ultimi tempi li ha trascorsi presso l’allevamento LJ a Eboli ed è proprio qui che si è spento.
La notizia della morte è stata data dai proprietari della struttura attraverso la pagina Instagram. Ora Varenne ritornerà a correre libero in un altro mondo, ma le sue imprese non saranno dimenticate. E chissà se in futuro qualcuno dei suoi figli potrà ripercorrere le sue orme. Una cosa è certa: il cavallo leggendario resterà nella storia dello sport italiano.
L’annuncio
Di seguito l’annuncio con cui è stata comunicata la morte di Varenne:
“E’ con immenso dolore che diamo la notizia della morte del capitano. Varenne si è spento durante la notte e il veterinario ha confermato che la causa è stata un improvviso attacco cardiaco. Siamo devastati dalla notizia ricevuta questa mattina e vogliamo ricordarlo insieme a tutti i suoi fan, mentre volava verso le sue vittorie. Oggi, le ali di Varenne lo hanno portato altrove. Corri libero per sempre e rimani per sempre il nostro Capitano. Che la terra ti benedica. Con tanto amore. Raggiungi Enzo lassù“, si legge nel post pubblicato sui social.
Chi era Varenne
Nato il 19 maggio 1995 a Copparo, in provincia di Ferrara, nell’allevamento Zenzalino dallo stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, Varenne non ha mai lasciato il nostro Paese e ha gareggiato sempre rappresentando il tricolore. Su 73 corse disputate le ha vinte 62. Le sue imprese hanno incollato milioni di italiani alla televisione. Un qualcosa di assolutamente particolare per quanto riguarda l’ippica, ma nessuno si voleva perdere la leggenda di questo sport.
Ha vinto tutto anche nello stesso anno e oltre 6 milioni di carriera diventando il cavallo con più successi nella storia del trotto. Tra i diversi primi posti troviamo il Derby italiano di trotto nel 1998, il Prix d’Amerique nel 20001 e nel 2002. Negli stessi anni anche l’Elitloppet mentre il Breenders Crown è stato conquistato nel 2001. Fra i successi anche il Gran Premio d’Agnano, con Varenne che ha conquistato il primo posto dal 2000 al 2002.
Una volta terminata la carriera, dopo i diversi successi che lo hanno portato a diventare uno dei cavalli più amati in tutto il mondo, Varenne è diventato uno stallone generando oltre 2000 figli e di questi alcuni sono diventati campioni raccogliendo la sua eredità anche se le orme non sono semplici da seguire. Fra loro troviamo anche 5 vincitori del Derby italiano di trotto.
La morte di Varenne
La notizia della morte di Varenne è stata un fulmine a ciel sereno per tutti. Il cavallo, una volta deciso di lasciare l’attività agonistica, ha deciso di trascorrere i suoi anni fuori dalla luce dei riflettori e nell’ultimo periodo si è trasferito ad Eboli per proseguire la sua attività di stallone. E nessuno si aspettava il suo decesso visto che, nonostante una età avanzata, non c’erano particolari problemi di salute.
Nella notte, però, un improvviso attacco cardiaco che non ha dato possibilità di sopravvivere. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi e siamo certi che le imprese del cavallo continueranno ad essere nella mente di tutti noi.