Pasqua 2026: L’ombra dei conflitti e il rincaro prezzi frenano il turismo italiano

Si torna a viaggiare, ma con più consapevolezza: come cambiano le abitudini degli italiani. La guerra in Ucraina porterà a conseguenze?



Le previsioni di Assoturismo Confesercenti per le imminenti festività pasquali delineano un quadro di luci e ombre per il settore ricettivo italiano.

Nonostante la consueta voglia di viaggiare degli italiani e l’attrattività del Bel Paese per i visitatori stranieri, i numeri indicano una flessione che non può essere ignorata: si stima una perdita di circa 200.000 presenze, pari a un calo dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo l’analisi condotta dal Centro Studi Turistici per Assoturismo, il calo colpisce trasversalmente diverse aree del Paese, con una contrazione che interessa sia il turismo domestico che alcuni segmenti del mercato internazionale.

Presenze totali: -200.000 unità.
Variazione percentuale:** -1,3%.
Fattori determinanti:Instabilità geopolitica e pressione inflazionistica.

Il presidente di Assoturismo, Vittorio Messina , ha espresso forte preoccupazione per i dati emersi, sottolineando come il settore stia navigando in acque agitate a causa di fattori esterni imprevedibili.

“Siamo in una fase di forte incertezza,” ha dichiarato Messina. “Il perdurare dei conflitti bellici incide pesantemente sulla psicologia dei viaggiatori e sulla stabilità dei mercati.

A questo si aggiunge il tema critico degli aumenti delle tariffe, sia per quanto riguarda il trasporto aereo che i servizi turistici, spinti dai costi energetici e operativi ancora elevati.”

Le cause principali del rallentamento
Le motivazioni dietro questo segno meno sono principalmente due:

L’impatto dei conflitti: La vicinanza geografica e politica dei teatri di guerra (in particolare in Medio Oriente e Ucraina) genera un clima di insicurezza che scoraggia le prenotazioni a lungo raggio e induce alla cautela anche i viaggiatori europei.

Caro-prezzi e inflazione: L’aumento del costo della vita ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie. Il rialzo delle tariffe nei settori della ricettività e della ristorazione, seppur spesso necessario per coprire i costi di gestione, rischia di rendere la vacanza un bene di lusso per molti.

Nonostante il calo complessivo, le città d’arte e le località termali sembrano tenere meglio rispetto alle destinazioni balneari, che risentono anche dell’incognita meteorologica di una Pasqua che cade nei primi giorni di aprile.

Il settore chiede ora interventi strutturali per calmierare i costi energetici e politiche di sostegno che possano ridare slancio alla domanda, in vista di una stagione estiva che si preannuncia altrettanto complessa sotto il profilo della gestione dei costi.