Due incendi in pochissimi giorni hanno colpito il Parco Archeologico Naturalistico di Longola, uno dei siti protostorici più importanti d’Europa. Dopo il rogo di giovedì notte, che aveva distrutto l’infopoint e i laboratori didattici, le fiamme sono tornate nuovamente sulla stessa area, interessando questa volta la zona del parco giochi, la passerella e le sterpaglie circostanti.
Un doppio episodio che ha provocato forte preoccupazione tra i volontari e gli operatori che da anni lavorano per tutelare, raccontare e valorizzare un luogo di grande rilevanza storica e identitaria.
A lanciare un appello pubblico è Terramare 3000, l’associazione che da circa vent’anni presidia e anima il sito di Longola attraverso attività culturali, didattiche, archeologiche e divulgative.
La preoccupazione di Terramare 3000 dopo i roghi
«Siamo profondamente preoccupati», dichiara Linda Solino, presidente di Terramare 3000. «Due incendi in tre giorni sullo stesso sito non possono essere ignorati. Seguiamo ogni sviluppo con la massima attenzione e confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine, ma come associazione che presidia questo parco da vent’anni sentiamo la responsabilità di non restare fermi».
Parole che fotografano un clima di allarme, ma anche di determinazione. L’associazione non intende arretrare davanti a quanto accaduto e annuncia la volontà di trasformare la data conclusiva dell’Archeofestival in una manifestazione pubblica aperta alla partecipazione della comunità, delle istituzioni e delle realtà associative del territorio.
Al momento saranno le autorità competenti a chiarire la dinamica e le cause degli incendi. Tuttavia, per Terramare 3000, la sequenza ravvicinata degli episodi impone una risposta forte, visibile e condivisa.
Longola, un patrimonio che appartiene alla comunità
Il Parco Archeologico Naturalistico di Longola non è soltanto un’area verde o un luogo di interesse locale. È un sito che custodisce tracce preziose della storia protostorica del territorio e rappresenta un patrimonio culturale di valore europeo.
«Longola è uno dei siti protostorici più importanti d’Europa e appartiene a tutta la comunità», prosegue Linda Solino. «Chi ha tentato di cancellarne la storia troverà davanti a sé una risposta unitaria e determinata».
Longola è un simbolo di resilienza e comunità.
Il messaggio è chiaro: Longola non può essere lasciata sola. La difesa del parco non riguarda soltanto gli archeologi, i volontari o gli appassionati di storia. Riguarda cittadini, scuole, istituzioni, associazioni, amministratori locali e tutti coloro che riconoscono nel patrimonio culturale una risorsa viva per il futuro del territorio.
Il 5 luglio diventa una chiamata pubblica
Terramare 3000 conferma l’intenzione di mantenere il 5 luglio come data conclusiva dell’Archeofestival, trasformando l’appuntamento in una manifestazione pubblica dal forte valore civile e simbolico.
L’obiettivo è chiamare a raccolta tutte le forze sane del territorio.
«Il 5 luglio vogliamo con noi i Commissari prefettizi, i rappresentanti del Parco Archeologico di Pompei, le realtà associative, gli amministratori dei Comuni limitrofi, la stampa», sottolinea la presidente Solino. «Longola merita una risposta corale».
La manifestazione, dunque, non sarà soltanto la chiusura di un festival culturale. Sarà un momento di presenza, responsabilità e presidio collettivo.
In un tempo in cui il patrimonio storico e naturalistico rischia spesso di essere percepito come qualcosa di distante dalla vita quotidiana, Longola diventa invece un simbolo concreto: un luogo fragile, ma fondamentale, da proteggere con attenzione, partecipazione e continuità.
Archeologia, memoria e territorio
L’Archeofestival nasce proprio con l’obiettivo di avvicinare cittadini, famiglie, studenti e visitatori alla storia del sito. I laboratori didattici, l’infopoint e le attività culturali rappresentano strumenti essenziali per rendere Longola accessibile e comprensibile anche alle nuove generazioni.
Per questo la distruzione degli spazi dedicati alla didattica assume un significato ancora più grave. Non si tratta soltanto di danni materiali. A essere colpita è anche una rete di educazione, partecipazione e memoria costruita nel tempo.
La cultura, quando diventa presidio sociale, può rappresentare una forma di resistenza civile. Ed è proprio questo il messaggio che Terramare 3000 intende lanciare: Longola continuerà a vivere se la comunità saprà riconoscerla come parte della propria identità.
Una risposta unitaria per difendere Longola
La vicenda dei roghi al Parco Archeologico Naturalistico di Longola apre una riflessione più ampia sulla tutela dei luoghi culturali, soprattutto quando si trovano in aree esposte a fragilità ambientali, sociali o istituzionali.
La risposta invocata da Terramare 3000 non è soltanto emotiva. È una richiesta di attenzione concreta, di presenza pubblica e di responsabilità condivisa.
Il 5 luglio, con la conclusione dell’Archeofestival, Longola potrà diventare il centro di una mobilitazione collettiva.
Non solo per denunciare quanto accaduto, ma per affermare un principio: la storia non si cancella con il fuoco.
Si difende con la partecipazione, la memoria e la presenza viva della comunità.












