Per fare chiarezza sul concetto di peso corporeo, che amplifica l’ansia da prova costume, abbiamo consultato Maria Sole Barbieri, personal trainer e founder di MSB Training.
Maria Sole, il peso corporeo cosa rappresenta in vista della prova costume?
Il peso corporeo è uno degli indicatori meno affidabili per valutare il proprio stato di forma. Non dice nulla sulle numerose variabili dal punto di vista metabolico. Due persone possono pesare esattamente uguale e avere fisici, salute e livelli di fitness completamente differenti.
La bilancia racconta davvero ciò che siamo?
Il peso corporeo non distingue tra massa muscolare, massa grassa e acqua corporea. Inoltre, può variare sensibilmente da un giorno all’altro per ragioni che non hanno nulla a che vedere con un reale cambiamento fisico.
Idratazione, ciclo mestruale, quantità di glicogeno immagazzinata nei muscoli e persino una cena particolarmente ricca possono modificare il peso anche di uno o due chilogrammi in poche ore, senza che vi sia alcuna trasformazione strutturale del corpo. Per questo motivo fissarsi esclusivamente sul peso è spesso controproducente. Il rischio è inseguire un numero invece di lavorare sugli aspetti che incidono realmente sulla salute, sull’estetica e sul benessere.
Quali sono i parametri che contano davvero?
In primis la massa muscolare, che riguarda il tessuto metabolicamente attivo del nostro organismo. Influisce sul consumo energetico, sulla sensibilità insulinica, sulla postura e sulla tonicità. Una maggiore quantità di muscolo non significa necessariamente essere più grandi, ma avere un metabolismo più efficiente e una silhouette più armoniosa.
La massa grassa non rappresenta soltanto una riserva energetica. Il tessuto adiposo è un vero e proprio organo endocrino; la sua quantità e distribuzione — viscerale vs sottocutanea — influenzano rischio cardiovascolare, infiammazione sistemica e salute ormonale.
Conta non solo quanto grasso abbiamo, ma anche dove si accumula. La ritenzione idrica, invece, spesso viene confusa con il grasso corporeo, ma si tratta di due fenomeni completamente diversi. La ritenzione è influenzata da ormoni, infiammazione, equilibrio elettrolitico e stile di vita. Per questo richiede strategie differenti rispetto a quelle utilizzate per ridurre il tessuto adiposo. Anche la distribuzione del grasso, a parità di percentuale di massa grassa, può modificare profondamente l’aspetto del corpo e avere implicazioni differenti sulla salute metabolica.
Quali sono gli errori più comuni di chi vuole dimagrire in fretta in vista della prova costume?
Quando l’obiettivo è vedere scendere rapidamente il numero sulla bilancia, si rischia di adottare strategie poco efficaci e sostenibili nel lungo periodo. Per questo, sconsiglio il ricorso a diete eccessivamente restrittive che portano a perdere anche massa muscolare; l’eliminazione drastica dei carboidrati, invece, determina una perdita temporanea di acqua e glicogeno. Eccedere nelle attività cardio può aumentare stress e infiammazione, così come l’assenza dell’allenamento per la forza non permette di preservare la massa magra.
Compiendo questi errori, si può pensare di dimagrire, ma in realtà si stanno perdendo liquidi o massa muscolare. Il risultato è che, una volta tornate alle abitudini normali, si recuperano rapidamente i chili persi.
Ha senso parlare ancora di «peso ideale»?
Parlare di peso ideale, quindi, ha sempre meno senso.
La vera forma fisica è quella che permette di sentirsi energici, forti, performanti e in salute nel tempo.»
«Troppo magra»: quando i giudizi si fermano all’apparenza?
Con grande superficialità, molte persone confondono la definizione muscolare con la magrezza estrema. In realtà un corpo definito può avere una percentuale di massa grassa relativamente bassa ma perfettamente compatibile con la salute e, soprattutto, una buona quantità di massa muscolare.
Il vero parametro da osservare non è l’aspetto estetico, bensì la presenza o meno di segnali di disfunzione come alterazioni ormonali, perdita del ciclo mestruale, stanchezza cronica o calo delle performance. In assenza di questi elementi, definire qualcuno «troppo magro» è spesso una valutazione soggettiva, che riflette più uno standard estetico percepito come normale che una reale analisi dello stato di salute.











