Sinner domina la sfida contro Djokovic e vola in finale a Wimbledon. Ora domenica contro Zverev per scrivere l’ennesima pagina di storia del tennis italiano
Jannik Sinner è tornato. Lo stop del Roland Garros e alcune prestazioni non considerate all’altezza avevano lanciato un piccolo campanello d’allarme sulla reale possibilità dell’azzurro di poter difendere il titolo conquistato un anno fa sull’erba inglese. E la partita con Djokovic era considerata per molti, e forse anche per lo stesso numero uno al mondo, un test importante per capire se davvero c’erano ancora i problemi oppure la condizione era finalmente quella avuta fino a Roma.
E la vittoria in tre set (6-4 6-4 6-4) è la conferma di come Jannik è finalmente tornato. Sinner contro Djokovic ha dimostrato la superiorità vista nei mesi scorsi con un livello di gioco assolutamente importante nonostante il serbo ha messo in campo qualità e, soprattutto, tanta voglia per scrivere una pagina di storia. Ma il numero uno al mondo in questo momento sembra essere nuovamente almeno un livello sopra gli altri ed ora domenica ci sarà un secondo test importante contro Zverev, il tedesco che vuole provare a mettere i bastoni fra le ruote all’italiano.
Sacha ha avuto la meglio sul britannico Frey in tre set ed ora proverà a regalarsi il secondo Slam consecutivo magari riuscendo a battere Jannik. Ma Sinner, come detto in precedenza, sta finalmente tornando ai livelli che tutti noi conosciamo e ad oggi sembra essere il favorito in finale. Poi si sa che ogni partita non è scontata e Zverev ha dimostrato di avere qualità. Vedremo cosa succederà in campo domenica. Intanto la certezza è che l’altoatesino difenderà il titolo conquistato un anno fa e questa è forse la migliore notizia dopo mesi di dubbi e incertezze.
Sinner in finale a Wimbledon: la partita contro Djokovic
Alla vigilia erano tante le incertezze su Sinner considerato che nelle partite precedenti il livello non sembrava essere molto alto anche per sua ammissione. Ma Jannik ormai lo conosciamo molto bene. In questo Wimbledon, anche per i problemi avuti in passato, ha dato priorità ad una sorta di gestione. Ossia non ha mai forzato alzando la qualità del gioco solamente quando serviva.
Contro Djokovic era fondamentale il servizio e possiamo dire che il numero uno al mondo non ha praticamente sbagliato quasi nulla. Nel primo set l’azzurro non ha concesso nessuna palla break al suo avversario. Dall’altra parte Nole si è costretto a salvarne una nel quinto game e un’altra nel nono gioco. Alla terza, sempre nello stesso game, ha dovuto cedere la battuta e Sinner ha chiuso subito dopo con un 6-4.
La partita non è assolutamente cambiata nel secondo set. Solidità al servizio per Sinner e qualche passaggio a vuoto per il serbo con Jannik pronto ad approfittarne. In questo caso Nole è stato bravo a salvare due possibilità di allungo nel quinto game e una nel settimo gioco. Ma alla seconda consecutiva in questo game ha ancora una volta rubato la battuta e poi tenuto il vantaggio chiudendo ancora una volta sul 6-4.
Nel terzo c’è stato qualche piccolo segnale di cedimento di Jannik dopo una partenza forte con subito un break. Dopo l’occasione nel terzo game di allungare ancora di più, ha concesso a Djokovic nel gioco successivo di rientrare nel match, ma è stato bravo ad annullarla. Nel settimo gioco ancora una occasione per mettere le distanze più ampie con il suo avversario non sfruttata. Nel finale del set poco da segnalare con Sinner che ha tenuto forza il suo servizio chiudendo con un altro 6-4 e regalandosi la possibilità di difendere il titolo.
Le statistiche
Lo avevamo detto nei giorni scorsi: bisognava alzare il numero di punti con la prima e Sinner ci ha ascoltato. Davanti c’era un avversario di esperienza e Djokovic in questo match ha fatto il suo chiudendo il 74% delle palle giocate con la prima di servizio (che ha avuto una percentuale del 64%). Più in difficoltà, invece, con la seconda dove ha ottenuto solamente il 34% dei punti.
Sinner ha avuto una percentuale di prima di servizio molto simile rispetto a Nole (65%), ma ha fatto una grandissima differenza con i punti fatti: 88% con la prima e 61% con la seconda. Alla fine è qua che si è decisa la partita considerato il fatto che Djokovic è stato un po’ in difficoltà nel riuscire a tramutare in punti la sua seconda di servizio. Per quanto riguarda le altre statistiche da segnalare i 40 colpi vincenti di Jannik contro i 26 del suo avversario e i 15 errori non forzati del numero uno al mondo rispetto ai 23 del serbo.
Le statistiche confermano come la vittoria di Sinner è meritata in una partita che ha visto Jannik dominare. Ora per l’azzurro la testa è rivolta alla sfida contro Zverev, ma confermando questi numeri la vittoria non dovrebbe assolutamente sfuggire.









