Anno III • Numero 245
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Shrinkflation: la nuova normativa il cambiamento che non vedi

Shrinkflation in supermercato con confezioni ridotte e stesso prezzo dopo la nuova normativa.

Dal 15 luglio è entrata in vigore una modifica normativa che cambia radicalmente il modo in cui i consumatori vengono informati sulle confezioni ridotte e il fenomeno della shrinkflation.

È un passaggio che si inserisce in un fenomeno più ampio e sempre più diffuso: la shrinkflation, ovvero la riduzione della quantità o della qualità di un prodotto senza una corrispondente diminuzione del prezzo.

Questo fenomeno, che sta emergendo sempre di più nel panorama commerciale, non solo altera la percezione del valore da parte del consumatore, ma ha anche ripercussioni significative sulla fiducia verso i marchi e sulla sostenibilità economica delle famiglie.

Meno prodotto, stesso prezzo: un’analisi approfondita

La shrinkflation non è una novità, ma negli ultimi anni è diventata una strategia ricorrente per molte aziende. In un contesto di aumento dei costi delle materie prime, dell’energia e della logistica, ridurre il contenuto di una confezione permette ai produttori di evitare aumenti di prezzo troppo evidenti.

Tuttavia, il consumatore spesso non se ne accorge: la confezione resta identica, il prezzo anche, ma il contenuto diminuisce.

Questa pratica non solo inganna il consumatore, ma può anche influenzare le sue abitudini di acquisto nel lungo termine. Ad esempio, un cliente potrebbe continuare a comprare un prodotto convinto di ricevere la stessa qualità, mentre in realtà sta acquistando un prodotto inferiore.

La normativa precedente: un avviso chiaro sulla confezione e la sua importanza

Prima del 15 luglio, la normativa italiana prevedeva un obbligo molto semplice: se un prodotto veniva ridotto nel peso o nel volume, l’avviso doveva essere riportato direttamente sulla confezione, in modo evidente e leggibile.

Questo sistema garantiva una tutela immediata e una trasparenza necessaria per il consumatore. Quest’ultimo non doveva cercare informazioni altrove: bastava osservare la scatola o la bottiglia per accorgersi della riduzione.

Era una forma di trasparenza che rendeva la shrinkflation più difficile da nascondere e contribuiva a una scelta più consapevole da parte del consumatore.

Il cambiamento del 15 luglio: l’informazione si sposta altrove e le conseguenze

Con la nuova normativa, l’obbligo di segnalare la riduzione non riguarda più la confezione. L’avviso può essere collocato su un cartello vicino allo scaffale, sull’etichetta del punto vendita oppure nella scheda prodotto online.

Tuttavia, questa modifica ha delle conseguenze significative: ciò che prima era immediatamente visibile ora richiede un’attenzione attiva da parte del consumatore.

Questo spostamento rende la shrinkflation più difficile da individuare e aumenta il rischio di acquisti inconsapevoli. È fondamentale che i consumatori siano informati e consapevoli per poter fare scelte d’acquisto informate in questo nuovo contesto normativo.

L’intervento dell’Europa: verso una maggiore trasparenza e responsabilità

Il tema della shrinkflation è diventato centrale anche a livello europeo. La Commissione UE ha riconosciuto che la riduzione delle confezioni, se non comunicata chiaramente, può configurarsi come una pratica commerciale ingannevole.

Per questo ha avviato un percorso normativo volto a rafforzare la trasparenza e la tutela dei consumatori. L’Europa ha chiesto agli Stati membri di vigilare sulle pratiche di riduzione non dichiarata e di garantire che le informazioni siano facilmente accessibili e comprensibili.

L’obiettivo è evitare che la shrinkflation diventi un modo per mascherare aumenti di prezzo, specialmente in periodi di inflazione elevata.

Il dibattito europeo punta a un principio semplice: il consumatore deve poter confrontare i prodotti in modo chiaro, senza dover decifrare strategie di marketing o modifiche nascoste.

La trasparenza non è un optional, ma una condizione essenziale per un mercato equo. La modifica normativa italiana, inserita in questo contesto europeo, non elimina la shrinkflation. Cambia però il modo in cui viene comunicata, spostando la responsabilità sul consumatore.

La shrinkflation è un fenomeno complesso e per questo è importante che i consumatori acquisiscano gli strumenti necessari per riconoscerla e affrontarla con maggiore consapevolezza.