Eurovolley femminile, non si ferma il cammino dell’Italia che conquista la finale battendo in maniera netta la Polonia. Il resoconto della sfida e il tabellino
ISTANBUL (TURCHIA) – L’impresa compiuta sul parquet di Istanbul regala alla Nazionale azzurra la sesta finale della sua storia agli Eurovolley femminile, un traguardo eccezionale che conferma l’eccellenza del movimento pallavolistico nel nostro Paese. Con una prestazione di grandissima sostanza e carattere, la formazione guidata da Julio Velasco ha sconfitto la Polonia per tre set ad uno, parziali di 25-19, 25-19, 21-25 e 25-16.
Questo straordinario successo garantisce un posto nell’atto conclusivo della competizione, dove dall’altra parte della rete ci sarà ancora una volta la selezione turca, rivale oramai classica dopo la memorabile sfida per il titolo mondiale del 2025 disputata in Thailandia. Il percorso compiuto finora dimostra come la squadra sappia esprimere un gioco solido e compatto nei momenti decisivi.
Il nuovo appuntamento di domani rappresenta un passaggio fondamentale per consolidare una vera e propria era d’oro. Una vittoria permetterebbe infatti di completare uno storico triplete che registrerebbe la definitiva consacrazione del gruppo.
In ogni caso, il risultato odierno assicura alla bacheca azzurra la nona medaglia continentale di sempre, andandosi ad aggiungere a un palmarès che conta già tre medaglie d’oro, due d’argento e tre di bronzo. La continuità ad alti livelli mostrata nel corso degli ultimi anni evidenzia quanto il sistema pallavolistico in Italia sia diventato un modello di riferimento sul piano organizzativo e tecnico.
Il cammino della compagine italiana in questo torneo non è stato esente da insidie. Dopo i momenti di tensione e le sofferenze patite durante il quarto di finale contro la Svezia, le atlete hanno mostrato una risposta di grande maturità.
Durante i primi due parziali della semifinale, il dominio è stato netto e privo di sbavature, grazie a un’organizzazione di gioco che ha neutralizzato le principali bocche da fuoco avversarie. Solamente nel corso del terzo set si è verificato un calo di concentrazione che ha permesso alle avversarie di riaprire provvisoriamente il match.
Tuttavia, la reazione avuta nel quarto parziale ha messo in luce la capacità di gestione dei momenti complessi. Trovata la giusta lucidità tattica, il gruppo ha ripreso in mano il pallino del gioco e ha chiuso la pratica senza ulteriori scossoni.
Questa capacità di resettare e ripartire sarà determinante per la finalissima. Contro una Turchia sostenuta dal proprio pubblico e dotata di un organico di altissimo profilo, i passaggi a vuoto o le pause come quella evidenziata nel terzo set potrebbero essere puniti severamente. Sarà fondamentale mantenere la continuità di rendimento per l’intero svolgimento della gara.
Il racconto della gara
Dal punto di vista delle scelte tattiche, il commissario tecnico Velasco si è affidato al sestetto base diventato ormai il punto fermo di questa campagna europea. Le chiavi del gioco sono state affidate all’esperienza di Orro in cabina di regia, con Egonu schierata nel ruolo di opposto.
Nel reparto delle schiacciatrici la potenza e la dinamicità di Sylla si sono integrate con la precisione di Antropova, mentre al centro la rete è stata presidiata dalla coppia formata da Danesi e Fahr, con Fersino a dirigere le operazioni in seconda linea nel ruolo di libero.
Nei primi due parziali l’impostazione di gioco ideata dal tecnico si è rivelata insuperabile per le avversarie guidate da Lavarini. Il muro difensivo ha rappresentato un fattore decisivo: ben sette punti diretti realizzati nel primo set e altri quattro nel secondo hanno letteralmente bloccato le traiettorie offensive polacche.
La forza d’urto difensiva ha spento sul nascere la prima opzione d’attacco avversaria, Magdalena Stysiak, incapace di trovare varchi utili di fronte alla compostezza e al tempo d’uscita delle centrali italiane.
Di fronte alla palese difficoltà di passare il blocco difensivo, la panchina polacca ha provato a sparigliare le carte a partire dal terzo set, inserendo Szczurowska al posto della capitana Stysiak. La mossa tattica ha momentaneamente alterato gli equilibri in campo: la Polonia ha iniziato a trovare soluzioni d’attacco differenti, mentre dalla parte azzurra sono subentrati alcuni errori di troppo in fase di ricostruzione e battuta. La pressione a muro, meno efficace rispetto alla prima ora di gioco, ha concesso coraggio alle avversarie, consentendo loro di aggiudicarsi il parziale e riaprire temporaneamente la gara.
Le incertezze sono state spazzate via all’inizio del quarto set, dove la squadra ha espresso una grande forza mentale. Le azzurre sono rientrate sul parquet con un atteggiamento aggressivo, alzando la qualità del servizio e ritrovando ordine nei riposizionamenti difensivi. L’allungo deciso nelle prime battute del parziale ha tolto ogni speranza di rimonta alle avversarie, scortando l’incontro verso la sua naturale conclusione.
Questo successo porta a 21 la striscia di vittorie consecutive ottenute nelle grandi manifestazioni internazionali – considerando Giochi Olimpici, Campionati Mondiali ed Europei – da quando Velasco ha preso la guida della panchina.
Un dato statistico impressionante che certifica l’evoluzione tecnica e mentale dell’intero gruppo. Tra le singole prestazioni spiccano i 20 punti realizzati da Egonu, capace di chiudere con un eccezionale 53% in attacco, e la prova maiuscola di Danesi, autrice di 13 punti con un brillantissimo 73% in prima intenzione.
A livello collettivo, la prestazione a muro è stata la migliore di tutto il torneo per la squadra azzurra, con un totale di ben 18 vincenti complessivi che hanno piegato la resistenza avversaria. Il fondamentale della rigiocata ha funzionato con una precisione chirurgica, permettendo di trasformare le difese in punti pesanti nei momenti chiave della partita. La determinazione vista in campo lascia ben sperare per il match di domani, dove ogni dettaglio farà la differenza.
L’appuntamento è fissato per domani, domenica, alle ore 18:00, quando andrà in scena la sfida finale che metterà in palio il titolo europeo. Per l’intero movimento sportivo legato all’Italia si tratta di un momento di straordinaria importanza, con l’opportunità di scrivere un’altra pagina indelebile nella storia dello sport continentale. Se la squadra riuscirà a esprimere la stessa intensità e attenzione tattica mostrata nei primi due set della semifinale, l’obiettivo di conquistare l’ennesimo trofeo sarà pienamente alla portata di un gruppo che continua a dimostrare valore e mentalità vincente.
Il tabellino
ITALIA-POLONIA 3-1 (25-19, 25-19, 21-25, 25-16)
Italia: Meli ne, Cambi 1, Spirito, Fersino (L), Orro 4, Danesi 12, Nwakalor ne, Adigwe 4, Nervini ne, Sylla 9, Egonu 21, Fahr 9, Giovannini, Antropova 14. Coach Velasco
Polonia: Szczurowska 16, Stysiak 6, Obiała ne, Piasecka 3, Szczygłowska ne, Lampkowska 7, Czyrniańska 12, Stefanik ne, Łysiak (L), Grabka, Damaske 7, Wenerska, Koput 3 , Jurczyk 6. Coach Lavarini
Arbitri: Vladimir Simonovic, Vanya Parvanova