Vuelta a Espana 2026, arriva il primo sigillo di van Aert in questa corsa spagnola. Enric Mas resta leader della generale
LOJA (SPAGNA) – La Vuelta a Espana regala un’ennesima giornata di ciclismo spettacolare, intensa e ricca di colpi di scena lungo le strade dell’Andalusia. La tredicesima frazione di questa prestigiosa corsa a tappe, scattata da Almuñécar e conclusa sul traguardo di Loja dopo un percorso estremamente esigente di 192,8 chilometri, ha visto il trionfo assoluto di uno dei campioni più polivalenti e amati dell’intero panorama internazionale.
Wout Van Aert ha alzato le braccia al cielo al termine di una prestazione maiuscola, domando un finale batticuore e superando in un testa a testa serratissimo il francese Valentin Paret-Peintre, portacolori della Soudal Quick-Step. Per la stella belga del Team Visma-Lease a Bike si tratta di un traguardo storico, dato che questa affermazione rappresenta il suo 58esimo successo in carriera tra i professionisti, a testimonianza di una classe e di una continuità d’attacco straordinarie.
A rendere la giornata della formazione olandese ancora più indimenticabile è stato l’eccellente piazzamento del giovanissimo britannico Matthew Brennan. Il compagno di squadra del vincitore ha conquistato un ottimo terzo posto regolare, coronando al meglio la superiorità numerica e tattica espressa dalla squadra nell’azione decisiva.
Vuelta a Espana 2026, il resoconto della frazione
La frazione si è trasformata fin dai primissimi chilometri in un terreno di scontro ideale per gli attaccanti della prima ora, dando vita a una gara frammentata, caratterizzata da continue fughe, scatti a ripetizione e accelerazioni da lontano che hanno messo a dura prova la tenuta fisica dell’intero gruppo.
Dopo una serie infinita di affondi e ricongiungimenti lungo le prime rampe della giornata, la corsa ha finalmente trovato il suo momento di svolta fondamentale quando nove atleti di grandissimo livello sono riusciti a promuovere la fuga buona.
Un gruppo di battistrada di primissimo ordine che comprendeva, oltre ai già citati Wout Van Aert e Matthew Brennan per il Team Visma-Lease a Bike, anche il neozelandese Finn Fisher-Black della Red Bull – Bora Hansgrohe, l’americano Kevin Vermaerke in rappresentanza della UAE Team Emirates, il giovane talento francese Léo Bisiaux della Decathlon AG2R La Mondiale / CMA CGM Team, il transalpino Valentin Paret-Peintre della Soudal Quick-Step, il danese Simon Dalby della Uno-X Mobility, l’italiano Vincenzo Albanese per la EF Education – EasyPost e il promettente belga Jarno Widar della Lotto Dstny.
Questi nove battistrada hanno trovato fin da subito una straordinaria intesa, lavorando con grande armonia e dandosi i cambi con regolarità per fare il vuoto alle loro spalle. Sfruttando la stanchezza del plotone e la scarsa reattività delle squadre dei velocisti puri, palesemente messi fuori gioco dal tracciato ondulato, i fuggiaschi sono arrivati ad accumulare un margine massimo di ben cinque minuti sul gruppo della maglia rossa.
Il gruppo dei migliori ha preferito non spendere energie preziose nel ricucire il divario, concentrandosi unicamente sul controllo delle posizioni di vertice e lasciando che la vittoria di tappa diventasse una faccenda del tutto privata tra i nove uomini al comando.
Con il passare dei chilometri e l’avvicinarsi del traguardo di Loja, l’accordo in testa alla corsa è inevitabilmente venuto meno, cedendo il passo a una sequenza di tatticismi e scatti volti a sfiancare la resistenza dei rivali. A soli 3,5 chilometri dalla conclusione, quando la strada ha ripreso a salire leggermente offrendo il trampolino di lancia ideale per un attacco di forza, Wout Van Aert ha piazzato la stoccata decisiva. Con un’accelerazione secca e devastante, il belga ha sgretolato il manipolo di battistrada. Soltanto il reattivo Valentin Paret-Peintre è riuscito con estrema fatica a tenere la ruota del fuoriclasse della Visma, mentre gli altri sette compagni di avventura si sono dovuti arrendere al ritmo infernale imposto dalla coppia di testa.
I due si sono quindi fiondati insieme verso lo striscione dell’ultimo chilometro per giocarsi tutto nello spunto finale. Paret-Peintre ha provato a sfruttare l’effetto sorpresa, ma la superiorità di Van Aert nelle volate ristrette si è rivelata schiacciante: il belga ha lanciato la sua progressione con tempi perfetti, bruciando il rivale francese e conquistando la tappa. Alle loro spalle, Matthew Brennan ha completato la festa della Visma aggiudicandosi la volata del gruppo degli inseguitori per la terza piazza.
Come cambia la classifica generale
Sul fronte dei big della classifica generale della Vuelta a Espana, la giornata si è conclusa senza scossoni o sconvolgimenti di rilievo. Lo spagnolo Enric Mas ha trascorso una giornata priva di particolari insidie, ben protetto dai compagni di squadra della Movistar, rimanendo saldamente al comando della graduatoria e conservando con autorità la prestigiosa maglia rossa di leader. Tuttavia, la serenità del gruppo potrebbe avere le ore contate, dato che il percorso della corsa spagnola si appresta a vivere uno dei momenti più drammatici, spettacolari e decisivi dell’intero itinerario.
La quattordicesima tappa
Gli appassionati di grande ciclismo devono infatti prepararsi a una delle tappe in assoluto più impegnative, dure e affascinanti di questa edizione della Vuelta a Espana. La quattordicesima frazione, che prenderà il via dalla storica città di Jaén e si concluderà sul terribile traguardo in quota di Sierra de la Pandera, proporrà un tracciato di soli 155 chilometri che racchiude però una quantità impressionante di asperità, con oltre 4.000 metri di dislivello complessivo pronti a spezzare le gambe ai corridori.
La gara entrerà subito nel vivo fin dal momento del via: i corridori saranno attesi da una prima ascesa estremamente exigente che si protrarrà ininterrottamente fino al chilometro 14, rendendo la battaglia per l’entrata nella fuga del mattino un vero e proprio calvario per gli atleti meno avvezzi alla salita. Terminata questa prima fase iniziale, la carovana affronterà un lunghissimo tratto centrale estremamente ondulato, costellato di continui saliscendi e discese tecniche che non concederanno un solo secondo di respiro o di recupero.
Successivamente la strada tornerà a salire verso il passo di Los Villares, un Gran Premio della Montagna di seconda categoria che si sviluppa lungo un’ascesa di 10,5 chilometri caratterizzata da una pendenza media del 5,4%. Superata la successiva discesa, i corridori incroceranno il traguardo intermedio situato al chilometro 123,6, per poi scendere verso l’attacco del passo di Locubín. Anche quest’ultimo è un Gran Premio della Montagna di seconda categoria, lungo 8,7 chilometri e con una pendenza media del 5,1%, utile a selezionare ulteriormente il gruppo dei favoriti.
Infine, la corsa culminerà nella scalata conclusiva verso l’iconica Sierra de la Pandera, un’ascesa finale impressionante di 8,4 chilometri con una pendenza media del 7,8% e rampe che toccano punte decisamente più elevate. Sarà questo il terreno ideale in cui i pretendenti al titolo della Vuelta a Espana faranno saltare i banchi, in una battaglia a viso aperto che promette di rivoluzionare la classifica generale.