Anno III • Numero 245
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Formula 1, l’analisi delle qualifiche del GP di Madrid e cosa aspettarci domani in gara

Alcuni piloti in pista a Madrid

Formula 1, l’analisi delle qualifiche del GP di Madrid. Norris in pole position, ma in gara Antonelli è il favorito

L’esordio del tracciato cittadino del Madring ha regalato una sessione di prove ufficiali al cardiopalma. La Formula 1 ha fatto il suo storico debutto nella capitale spagnola, e le prime qualifiche su questo tracciato hanno mantenuto tutte le promesse della vigilia. In un finale di Q3 vissuto sul filo dei millesimi, la zampata decisiva è stata quella di Lando Norris. Il pilota britannico della McLaren ha piazzato un giro perfetto fermando il cronometro sull’1:31.824, strappando la pole position a Kimi Antonelli per appena 11 millesimi di secondo.

Si tratta di un risultato cruciale per il prosieguo del campionato, ottenuto su un circuito semi-permanente dove la precisione di guida e la trazione nelle curve a medio-bassa velocità fanno la differenza. L’analisi del sabato di Madrid mette in luce un grande equilibrio tra i top team, con distacchi minimi che preannunciano una gara estremamente tesa e tattica.

La lotta per la pole position: Norris beffa Antonelli

Il vero protagonista delle fasi salienti è stato il confronto tra la McLaren di Norris e la Mercedes di Kimi Antonelli. Il giovane talento italiano sembrava avere il pacchetto vincente in mano, avendo stabilito la pole provvisoria negli ultimi istanti con il tempo di 1:31.835. La W17 della Stella si è dimostrata particolarmente efficace nei primi due settori del Madring, evidenziando una stabilità invidiabile nei cambi di direzione veloci e nei tratti delimitati dai muretti.

Tuttavia, con la bandiera a scacchi già sventolante, la Formula 1 ha mostrato ancora una volta la sua imprevedibilità. Norris ha estratto il massimo dalla sua MCL39 nell’ultimo settore, recuperando il margine risicato nei confronti di Antonelli proprio sul traguardo. La precisione nell’inserimento in curva e l’ottimale gestione del degrado termico delle gomme Soft nell’ultimo allungo hanno permesso al britannico di agguantare la prima posizione.

Terzo tempo per Max Verstappen su Red Bull (1:31.964), staccato di 140 millesimi dal leader. L’olandese, pur soffrendo leggermente il sottosterzo nelle curve più strette del secondo settore, è riuscito a mettersi alle spalle le due Ferrari, confermando come l’efficienza della monoposto di Anglo-Austriaca rimanga competitiva sui tracciati ricchi di ripartenze.

Ferrari costretta a inseguire: la seconda e terza fila

In casa Maranello c’è delusione per un risultato complessivo inferiore alle aspettative della vigilia. La Formula 1 a Madrid vedrà la Scuderia partire dalla seconda e terza fila: Lewis Hamilton scatterà dalla quarta piazzola (1:32.013), precedendo il compagno di squadra Charles Leclerc, quinto in 1:32.019.

L’analisi dei micro-settori rivela dove la SF-26 ha perso il treno per la pole position:

  • Primo settore: La Rossa paga circa un decimo nei confronti della Mercedes, faticando a mandare subito in temperatura la mescola più morbida nei primi metri di lancio.
  • Tratto guidato: Nel settore centrale, caratterizzato da pieghe insidiose attorno ai complessi fieristici, Hamilton e Leclerc sono riusciti a pareggiare i tempi di McLaren e Red Bull, dimostrando un ottimo bilanciamento meccanico.
  • Settore finale: Un leggero errore di traiettoria di Hamilton al tornante d’ingresso sul rettilineo principale gli è costato quei due decimi decisivi per lottare con Norris ed Antonelli.

Leclerc, dal canto suo, non ha trovato il feeling ideale nell’ultimo tentativo del Q3, dovendosi accontentare della quinta posizione a poco meno di due decimi dalla vetta. Partire dal lato pulito della pista potrebbe tuttavia rappresentare un piccolo vantaggio al via per il monegasco.

La griglia di partenza completa

La sessione cronometrata ha delineato una griglia di partenza estremamente interessante, con distacchi ridotti lungo tutto lo schieramento:

FilaPosizionePilotaScuderiaTempo Q3 / Note
1ª Fila1Lando NorrisMcLaren1:31.824
2Kimi AntonelliMercedes1:31.835
2ª Fila3Max VerstappenRed Bull1:31.964
4Lewis HamiltonFerrari1:32.013
3ª Fila5Charles LeclercFerrari1:32.019
6George RussellMercedes1:32.149
4ª Fila7Oscar PiastriMcLaren1:32.294
8Liam LawsonRed Bull1:32.316
5ª Fila9Franco ColapintoAlpine1:32.903
10Arvid LindbladRacing Bulls1:33.041

A completare le retrovie figurano Nico Hülkenberg ed Gabriel Bortoleto sulla coppia di Audi (11° e 12°), seguiti da Esteban Ocon su Haas e Pierre Gasly su Alpine. Delusione cocente per gli idoli di casa: Carlos Sainz ha subito una penalizzazione di tre posizioni in griglia per impeding ai danni di Bottas in Q1, scivolando in 20ª posizione, mentre Fernando Alonso su Aston Martin non è andato oltre il 17° tempo.

Il circuito del Madring e i fattori chiave per la gara

Il nuovo tracciato presenta caratteristiche uniche che la Formula 1 affronta per la prima volta in assetto da gara. La combinazione di sezioni veloci da pista permanente e sezioni strette tipicamente cittadine impone compromessi importanti sul piano dell’assetto aerodinamico e della gestione meccanica.

I punti chiave per la corsa di domenica si concentrano su tre aspetti fondamentali:

  1. Partenza e staccata di Curva 1: La lunghissima accelerazione che porta al primo tornante offre una scia importante. Norris dovrà difendere l’interno da Antonelli e da un Verstappen sempre aggressivo al via.
  2. Gestione degli pneumatici: Le elevate temperature dell’asfalto madrileno mettono a dura prova la gomma posteriore sinistra. Chi riuscirà a limitare il fenomeno del graining nelle prime 15 tornate avrà un netto vantaggio di strategia.
  3. Safety Car e neutralizzazioni: Essendo un circuito cittadino cinto da barriere ravvicinate, il rischio di interruzioni è elevatissimo. La tempestività delle chiamate ai box da parte dei muretti Ferrari, McLaren e Mercedes risulterà determinante ai fini del risultato finale.

Prospettive tattiche: cosa aspettarsi

La supremazia della McLaren sul giro secco non garantisce un margine di sicurezza assoluto sulla distanza dei 300 chilometri. La scuderia di Woking ha dimostrato di avere un’ottima finestra di utilizzo delle gomme, ma la trazione della Mercedes di Antonelli e l’esperienza del duo Ferrari formato da Hamilton e Leclerc rimangono variabili pericolosissime.

La Formula 1 vive di dettagli: la sfida strategica tra una sosta e due soste sarà la chiave di lettura di questo Gran Premio. Se la temperatura dell’asfalto dovesse salire ulteriormente, molti team potrebbero essere costretti a diversificare le opzioni, lasciando aperta la corsa alla vittoria fino all’ultima tornata su questo nuovo ed entusiasmante circuito.