Grande protagonista della ventiseiesima giornata di Serie A è l’equilibrio. Le prime della classe hanno frenato. Le abbiamo lasciate mentre, lanciate verso il titolo, si spartivano temporaneamente le posizioni utili per qualificarsi alla prossima Champions League. E le abbiamo ritrovate in affanno, forse anche per il peso dei turni di coppa infrasettimanali. Ma c’è un’altro elemento a spiegarci la flessione di Inter, Milan, Atalanta, Juventus. Nel campionato italiano le società meno blasonate e meno ricche hanno investito pochi danari ma certamente molto ingegno nella programmazione, nell’organizzazione. Il calcio non è fatto di figurine, o meglio, le figurine sono insufficienti a vincere nel calcio.
La Fiorentina e l’Atalanta
Dopo il mercato di gennaio il presidente Commisso è stato bersagliato dai tifosi. La cessione di Vlahovic alla Juventus aveva acceso la rabbia di una tifoseria che spera di tornare ai vertici. Ma nella società viola c’è gente che, oltre a intendersi di calcio, sa fare impresa. Hanno ceduto un attaccante che non ne voleva sapere di rinnovare il contratto, e spendendo meno della metà dei soldi incassati ne hanno acquistati due dal talento indiscutibile. Proprio con un gol di Piatek la Fiorentina ha sconfitto l’Atalanta riducendo le distanze dai bergamaschi e dalla Juventus che parevano destinate a contendersi il quarto posto. Per l’Atalanta è stata una settimana difficile per le vicende societarie. Si è parlato molto della vicina cessione della società a un fondo americano. Che poi si sia giocato contro la Fiorentina che di America si intende, non è altro che un caso.
L’Inter e il Sassuolo
Dopo il pareggio sul campo del Napoli e la sconfitta in coppa contro il Liverpool, arriva un’altra sconfitta per l’Inter. Tralasciamo le attenuanti, e stropicciamoci gli occhi per la prestazione convincente dei neroverdi. Gli uomini di mister Dionisi giocano bene, e nessun avversario li spaventa. Hanno vinto, nella stagione in corso, in trasferta contro Milan, Inter e Juventus. Il Sassuolo è un esempio tra i più rappresentativi di quanto valgano l’organizzazione e la progettualità nel calcio. Quando tiri fuori dalle selezioni giovanili due attaccanti come Scamacca e Raspadori, puoi insegnare all’università del pallone.
La Salernitana e il Milan
La Salernitana, mica poco. É stata promossa in Serie A nella stagione scorsa e ha rischiato di venire retrocessa per le questioni che conosciamo. Nel corso del campionato ha cambiato proprietà e tre allenatori, uno nella precedente gestione. Colantuono aveva sostituito Castori. Nicola ha sostituito Colantuono. Nel mezzo di tanta confusione la squadra si è compattata e nell’anticipo di sabato ha strappato un punto al Milan pareggiando (2-2) una partita che avrebbe anche potuto vincere. Bonazzoli e Djuric sono due signori attaccanti. Sarà difficile rimanere in Serie A, difficile ma non impossibile. Di Messias e Rebic i gol rossoneri. Del Milan cos’altro possiamo dire? Un passo falso ci può stare, bisognerà evitare nuove cadute e continuare a mangiarsi il campo.
L’Udinese e la Lazio
Sarri doveva fare a meno di Luis Alberto, Immobile e Acerbi, e l’Udinese è una squadra tosta. I friulani si sono affidati in attacco a Beto e Deulofeu, e proprio lo spagnolo ha segnato il gol del vantaggio. Il pareggio laziale è arrivato col brasiliano Felipe Anderson a fine primo tempo. Manca ancora il salto di qualità per la squadra di Maurizio Sarri, ma un po’ alla volta si sta crescendo. La pazienza è una virtù?
La Roma e il Verona
C’erano un po’ di assenti nella Roma, e il Verona di mister Tudor, bello e determinato, ha provato a portarsi a casa i tre punti. Poi è successo quel che non ti aspetteresti. Mourinho nella ripresa ha mandato in campo due giovanissimi. Il risultato era di 2-0 a favore del Verona, e questi due, Volpato e Bove, hanno segnato i due gol che hanno riportato la partita in parità. Cantere d’Italia, bene così.
Sampdoria, Empoli, Venezia e Genoa
Venezie e Genoa hanno pareggiato 1-1 con i gol di Henry ed Ekuban muovendo poco poco la classifica ma di questi tempi è meglio di niente, visto che là sotto si dà battaglia.
Ha fatto un po’ meglio la Sampdoria che ha battuto 2-0 l’Empoli con la doppietta di Fabio Quagliarella. L’attaccante campano compirà quarant’anni nel gennaio duemilaventitré, e noi speriamo di vedere ancora a lungo i suoi gol.