Il Medio Oriente vive ore di febbrile attesa diplomatica. Dopo mesi di scontri e l’escalation militare seguita all’operazione statunitense “Epic Fury” di fine febbraio, la palla passa ora a Teheran.
Il governo iraniano è chiamato a rispondere formalmente oggi a una proposta di pace “lampo” avanzata dall’amministrazione Trump, un documento che potrebbe segnare la fine delle ostilità o l’inizio di una nuova fase di incertezza globale.
Il nuovo piano di pace, definito da Washington come una base pragmatica per chiudere il conflitto, si presenta come un memorandum sintetico di una sola pagina.
I punti cardine, trapelati nelle ultime ore, prevedono la cessazione immediata delle ostilità, una fase negoziale di 30 giorni per affrontare i dossier più complessi tra cui il programma nucleare e il controllo dell’uranio uno sblocco degli asset iraniani congelati e un nuovo protocollo per garantire la libera navigazione nello Stretto di Hormuz.
Il presidente Donald Trump si è mostrato insolitamente ottimista, ipotizzando la firma di un accordo definitivo già entro la metà di maggio, in concomitanza con il suo imminente viaggio in Cina.
Tuttavia, il Segretario di Stato Marco Rubio, attualmente a Roma per incontrare Papa Leone XIV, mantiene cautela, sottolineando che il successo dipende interamente dalla volontà di Teheran di accettare compromessi storici.
Mentre la diplomazia cerca uno spiraglio, la tensione sul campo resta altissima. L’Iran ha smentito categoricamente oggi ogni coinvolgimento nell’esplosione avvenuta lunedì a bordo di una nave mercantile sudcoreana nello Stretto di Hormuz.
La Repubblica Islamica, tramite un comunicato dell’ambasciata a Seul, ha respinto fermamente le accuse riguardanti il coinvolgimento delle proprie forze armate nell’incidente, che ha causato un incendio nella sala macchine della portarinfuse.
Gli Stati Uniti hanno temporaneamente sospeso il “Project Freedom” l’iniziativa volta a scortare militarmente i cargo nel Golfo proprio per dare spazio alla finestra diplomatica apertasi con il nuovo piano di pace.
La risposta di Teheran è attesa entro la serata. Fonti vicine ai mediatori, tra cui Pakistan e Oman, indicano che i leader iraniani starebbero valutando il memorandum con interesse, pur temendo che alcune clausole possano rappresentare una resa senza condizioni.
Se l’Iran dovesse accettare la bozza americana, si aprirebbe il tavolo tecnico più complesso degli ultimi decenni, con l’obiettivo di stabilizzare non solo il Golfo Persico, ma anche il fronte libanese e siriano.
In caso di rifiuto, lo spettro di una ripresa massiccia dell’operazione “Epic Fury” tornerebbe a farsi concreto, mettendo a rischio le forniture energetiche mondiali che transitano proprio per il canale di Hormuz.

