1 Ottobre 2022

ACCADDE DOMANI – Charles Bukowski

Charles Bukowski muore il 9 marzo del 1994 a Los Angeles, città in cui passa gran parte della sua vita scrivendo, bevendo e cercando di lavorare il meno possibile. Nasce ad Andrernach, in Germania il 16 agosto del 1920 ed emigra con la famiglia negli Stati Uniti all’età di due anni, a Los Angeles, dove trascorre la sua infanzia costretto dai genitori ad un isolamento pressoché totale. Ottiene il diploma nel 1938 presso la L.A. High School e abbandona la casa paterna all’età di vent’anni. Nel corso della sua vita scrive centinaia di racconti, sei romanzi, migliaia di poesie fino ad un totale di oltre sessanta libri, alternando l’attività di scrittura ai lavori più disparati. A 49 anni il successo del Taccuino di un vecchio sporcaccione gli dà il coraggio di licenziarsi per diventare finalmente scrittore a tempo pieno.

Fui svegliato dallo squillo del telefono. «Sì?», dissi.
«Sei Henry Chinaski?». 
«Sì». 
«Ho sempre adorato i tuoi libri. Credo che non ci sia miglior scrittore al mondo.» 
Aveva la voce giovane e sexy. 
«Ho scritto qualcosa di buono, sì». 
«Lo so. Lo so. E hai avuto davvero tutte quelle storie con tutte quelle donne?» 
«Sì». 
«Senti, anch’io sono una scrittrice. Sto a L.A. e mi piacerebbe conoscerti. Potrei venirti a trovare e farti leggere le mie poesie». 
«Non sono mica un editore o un redattore». 
«Lo so. Senti, ho 19 anni. Voglio solo venirti a trovare, va bene?». 
«Stasera non posso». 
«Oh, qualunque sera andrà bene». 
«No, niente da fare». 
«Sei davvero Henry Chinaski, lo scrittore?». 
«Certo». 
«Io sono molto carina». 
«Ne sono sicuro». 
«Mi chiamo Rochelle». 
«Addio, Rochelle». 
Riappesi. Ce l’avevo fatta… per una volta.
Andai in cucina, aprii una boccetta di vitamina E, 400 unità ciascuna, e ne buttai giù parecchie con un bicchiere di Perrier.  
Sarebbe stata una buona serata per Chinaski. Il sole filtrava obliquo dalle veneziane, disegnando le solite forme sul tappeto, e il vino bianco era al fresco in frigorifero. 
Aprii la porta e uscii sulla veranda. C’era uno strano gatto, là fuori. Era enorme, un maschio, col pelo nero, lucido e gli occhi gialli luminosi. Non aveva paura di me. Si avvicinò, comincio a strusciarsi contro una delle mie gambe e a fare le fusa. Io ero un brav’uomo e lui lo sapeva. Gli animali sapevano sempre cose del genere. Avevano una specie di istinto. Tornai dentro e lui mi seguì. 
Gli aprì una scatoletta di tonno Star-Kist. Della miglior qualità. Peso netto 200 grammi.

(C. Bukowski, Donne, 1978)

 

Per Henry Charles Bukowski, noto anche con lo pseudonimo di Henry Chinaski, e sicuramente non soltanto per lui, le donne rappresentano una forma di attrazione prepotente e costante, come in un sogno che non viene quasi mai interrotto nel corso di un fluire di desiderio senza fine. 
Nel romanzo Donne, che è probabilmente quello più espressamente erotico scritto da Bukowski, l’autore ci racconta le sue avventure amorose utilizzando, come è tipico della sua scrittura, un linguaggio strepitosamente immediato. 
Che siano storie reali, immaginarie, avventure sorprendenti, disagevoli, disgustose, grottesche, randagie, tumultuose, sarcastiche, memorabili o miserabili, sono storie d’amore, di felicità, di sogni da inseguire, senza aspettative. 
Un mondo che nessuno è mai riuscito a far vivere meglio di lui e con la medesima intensità nelle pagine di un libro.

 

IL LIBRO: Charles Bukowski, Donne, 2008, Edito da TEA