25 Settembre 2022

Oms: 167 milioni di persone saranno a rischio obesità entro il 2025

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che entro il 2025, 167 milioni di persone saranno a rischio obesità. Per questo motivo, ha esortato i governi di tutto il mondo intervenire con sforzi maggiori per prevenire una “crisi sanitaria prevedibile e prevenibile”.

A livello globale, più di un miliardo di persone sarebbero attualmente obese o in sovrappeso. “Nello specifico – si legge su SkyTg 24 si tratterebbe – di 650 milioni di adulti, 340 milioni di adolescenti e 39 milioni di bambini”. Questo numero sarebbe inoltre destinato a salire, aumentando di molto fino al 2025, quando potrebbe riguardare ulteriori 167 milioni di persone, tra adulti e bambini.

A lanciare l’allarme è stata proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in occasione della Giornata mondiale dell’obesità 2022, che si è celebrata il 4 marzo, con l’intento di esortare i governi di tutto il mondo “a produrre maggiori sforzi per invertire quella che è stata definita una crisi prevenibile”.

Sovrappeso e obesità e quali sono i maggiori rischi

Come si apprende dal sito ufficiale del Ministero della Salute, il sovrappeso e l’obesità sono condizioni caratterizzate “da un eccessivo accumulo di grasso corporeo”, questo stato, tra gli altri problemi, può determinare gravi danni alla salute. Quest’ultimi, infatti, sarebbero proprio causati nella maggior parte dei casi da stili di vita scorretti: “da una parte, un’alimentazione scorretta ipercalorica e dall’altra un ridotto dispendio energetico a causa di inattività fisica. L’obesità è quindi una condizione ampiamente prevenibile”.

Nonostante vengano spesso associati nel parlar comune, questi due termini indicano condizioni differenti, la differenza principale tra sovrappeso e obesità sta nell’utilizzo di uno schema di misurazione che prende il nome di BMI (Body Mass Index), cioè l’Indice di Massa Corporea (IMC), “che calcola la percentuale di massa grassa del corpo in relazione all’altezza dell’individuo”.

L’obesità rappresenta ad oggi uno dei principali problemi di salute pubblica

L’obesità è considerata a tutti gli effetti una malattia e molti non sanno che ad essere intaccati da questa sono anche gli organi, arriva infatti a coinvolgere la maggior parte dei sistemi corporei. Colpisce il cuore, il fegato, i reni, le articolazioni e il sistema riproduttivo. Inoltre, porta a una serie di malattie non trasmissibili (NCD), come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione e ictus, varie forme di cancro e problemi di salute mentale. Le persone con obesità hanno anche tre volte più probabilità di essere ricoverate in ospedale per COVID-19.

I dati 2019 del Sistema di Sorveglianza OKkio alla salute

In Italia, come si legge sul sito del Ministero della Salute, è attivo dal 2007 il sistema di sorveglianza OKkio alla Salute, “nato per monitorare l’evoluzione dell’obesità infantile e valutare gli interventi di promozione della salute avviati, con un dettaglio sia regionale che locale”. Tale sistema è promosso dal Ministero della Salute e coordinato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, CNAPPS dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in collaborazione con tutte le Regioni e il Ministero dell’Istruzione.

I dati riportati nel 2019 hanno evidenziato come i bambini di età 8-9 anni in sovrappeso sono il 20,4%, quelli obesi il 9,4%, compresi i bambini gravemente obesi che rappresentano il 2,4%. Per quanto riguarda le bambine in una condizione di sovrappeso e obese i dati si attestano rispettivamente al 20,9% e l’8,8%. Fortunatamente, nel corso degli anni la percentuale di bambini in sovrappeso è diminuita, da 23,4 % nel 2008-9 a 20,4% nel 2019, ma lo stesso non è successo per l’obesità che è rimasta stabile sugli stessi valori, ovvero, 9.3% nel 2016 e 9.4% nel 2019.

Nel 2018, secondo l’ultima rilevazione dello studio HBSC (Health Behaviour in School-aged Children – Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare) sui ragazzi di 11, 13 e 15 anni, la percentuale di ragazzi in sovrappeso in tutte le fasce di età è stabile rispetto alla precedente rilevazione del 2014, più evidente tra gli undicenni maschi dal 19% al 19,9% e nelle ragazze tredicenni dall’11,9% al 12,8%.

Il profilo di salute delle persone obese

Il profilo di salute e la qualità della vita, si legge sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, sono più compromessi rispetto al resto della popolazione. Tra i 18-69enni in eccesso ponderale, il 31% è iperteso (vs 11% tra i normo e sottopeso), l’8% riferisce una diagnosi di diabete (vs 2% tra i normo e sottopeso), l’8% di malattie respiratorie (vs 6% tra i normo e sottopeso) e il 3% di malattie cardiovascolari (vs 1% tra i normo e sottopeso). Le persone ultrasessantacinquenni obese soffrono maggiormente di patologie croniche: il 34% ha 2 o più patologie croniche (sono il 21% tra chi è normo e sottopeso).

Secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il numero di persone obese nel mondo è raddoppiato a partire dal 1980: nel 2014 oltre 1,9 miliardi di adulti erano in sovrappeso, tra cui oltre 600 milioni obesi.

Fra le persone in sovrappeso meno della metà ritiene troppo alto il proprio peso corporeo, mentre fra le persone obese c’è maggiore consapevolezza, tuttavia, più di 1 persona obesa su 10 ritiene il proprio peso giusto. Generalmente le donne sono più consapevoli del problema rispetto agli uomini.

Ad oggi, come si legge sul sito: “è bassa l’attenzione degli operatori sanitari al problema ed indirizzata soprattutto alle persone obese: complessivamente meno della metà degli intervistati in eccesso ponderale riferisce di aver ricevuto dal proprio medico il consiglio di perdere peso”.

Come combattere l’obesità

Come si legge in un articolo diffuso sul sito dell’Oms: “La soluzione migliore per prevenire l’obesità è agire presto, idealmente anche prima del concepimento”. In particolare, attraverso “una buona alimentazione in gravidanza, seguita da allattamento al seno esclusivo fino all’età di 6 mesi e ad allattamento continuato fino ai 2 anni d’età”, si legge ancora.

Inoltre, come indicato dalle linee guida del Ministero della Salute, è importante limitare il consumo di grassi e zuccheri, molto abbondanti soprattutto nei cibi confezionati e nei soft drink e aumentare il consumo di verdure, legumi, cereali integrali e, in generale cibi freschi, non processati. Infine, seguire una dieta variata, riducendo le porzioni, nel caso in cui si voglia perdere peso.