sabato28 Gennaio 2023
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Usa: studio, il lockdown del 2020 ha causato un calo delle nascite gemellari

I Centers for Disease Control and Prevention statunitensi hanno presentato i loro dati del rapporto legato alla situazione demografica negli...

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I Centers for Disease Control and Prevention statunitensi hanno presentato i loro dati del rapporto legato alla situazione demografica negli Usa. E uno dei dati più rilevanti mostrati dai risultati, è legato al calo delle nascite riportato fra 2019 e 2020, in particolare quello dei parti gemellari. L’analisi del CDC mostra infatti che le nascite di gemelli nel periodo analizzato sono calate di 7 punti percentuali (da 120.291 a 112.437), un dato più che triplicato rispetto a quello del 2% circa di ogni anno fra 2014 e 2019. Contestualmente, è scesa anche la “quota” di nascite gemellari sul totale, del 3% (rispetto al declino annuale dell’1% nel quinquennio precedente). Secondo gli studiosi, il calo più visibile è quello fra novembre del 2020 e gennaio del 2021: nei tre mesi considerati, la percentuale di nascite gemellari è calata rispettivamente del 10%, del 14% e del 7% su base annuale. Il motivo? La correlazione diretta non è ancora dimostrabile, ma gli scienziati puntano il dito sui lockdown di inizio anno dovuti allo scoppio della pandemia da Covid-19. Non soltanto per difficoltà “logistiche”, che sono andate a modificare i dati complessivi delle nascite, ma anche per motivazioni sanitarie: lo scarso accesso a cure legate a casi di infertilità quando le strutture dovevano concentrarsi sul frenare la corsa del Coronavirus, ha contribuito a questo calo.                                                                                                                                                      Isabelle Horon e Joyce Martin, che hanno curato il rapporto, spiegano che “la tempistica legata ai cali di queste nascite fra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 coincide con il periodo del concepimento, più o meno al momento dell’inizio della pandemia, quando gli esperti consigliarono lo stop temporaneo ai trattamenti legati all’infertilità”.

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