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Tragedia a Firenze: Crollo del Supermercato e la Negligenza sulla Sicurezza Lavorativa

Crollo Mortale a Firenze: Il Triste Risultato dell’Abolizione della Sicurezza sul Lavoro in Toscana Nel cuore della città di Firenze,...

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Crollo Mortale a Firenze: Il Triste Risultato dell’Abolizione della Sicurezza sul Lavoro in Toscana

Nel cuore della città di Firenze, una tragedia ha scosso le fondamenta, portando dolore e indignazione. Il crollo di un supermercato ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione e morte, con cinque operai perduti nel triste incidente. Ma questo non è stato solo un incidente isolato; è stato il risultato di una serie di decisioni politiche sbagliate che hanno compromesso la sicurezza sul lavoro in Toscana.

Le politiche della Regione Toscana hanno giocato un ruolo determinante in questa tragedia. Nel 2017, la giunta regionale, guidata dal Partito Democratico, ha preso una decisione che avrebbe avuto conseguenze devastanti: ha abolito il settore autonomo dedicato alla prevenzione e alla sicurezza sul lavoro. Questa mossa, a detta di molti, è stata un grave errore, con ripercussioni che si sono fatte sentire in modo tragico nel tempo.

Laura Scalia, responsabile della CGIL, ha evidenziato le conseguenze di questa scelta, sottolineando il rischio di formazione di cooperative spurie che operano esclusivamente per ottenere subappalti. È stato un cambiamento che ha aperto la porta a una serie di negligenze e violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro.

Ma qual è stato il reale impatto di questa “riorganizzazione” del settore? Per rispondere a questa domanda, abbiamo intervistato Tommaso Fattori, ex consigliere regionale che si oppose fermamente a questa decisione. Secondo Fattori, questa riorganizzazione ha portato a una progressiva riduzione delle risorse e del personale dedicato alla sicurezza sul lavoro, compromettendo seriamente la capacità di contrastare gli incidenti e le morti sul lavoro.

La responsabilità di questa situazione ricade sulle spalle della giunta regionale dell’epoca, presieduta da Enrico Rossi, che ha approvato l’abolizione del settore autonomo sulla sicurezza sul lavoro. Sorprendentemente, questa decisione non è stata mai rivista dall’attuale presidente della regione Toscana, Eugenio Giani. Le richieste di spiegazioni rivolte a Giani in merito a questa politica sono state respinte con veemenza durante un incontro notturno presso il cantiere Esselunga, dove è avvenuto il tragico crollo.

Il rifiuto di Giani di confrontarsi con le critiche solleva seri interrogativi sulla sua leadership e sulla sua volontà di affrontare i problemi fondamentali che affliggono la regione. Il suo tentativo di negare l’accorpamento del settore della sicurezza sul lavoro è stato respinto come una distorsione della realtà, e la sua fuga dalla situazione ha aggiunto ulteriori dubbi sulla sua integrità e trasparenza.

Questa tragedia a Firenze è un richiamo doloroso alla necessità di garantire la sicurezza sul lavoro come una priorità assoluta. Non possiamo permetterci di ignorare le lezioni apprese da questa tragedia. È ora che la Regione Toscana riconosca i suoi errori del passato e adotti misure concrete per proteggere i lavoratori e prevenire futuri incidenti. La sicurezza sul lavoro non può essere sacrificata sull’altare della politica; è un diritto fondamentale che deve essere difeso con determinazione e impegno.

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