Secondo quanto riportato da Axios, l’amministrazione statunitense guidata dal presidente Donald Trump ha presentato all’Ucraina una proposta di pace definita come “offerta finale”,
che includerebbe condizioni drastiche: il riconoscimento ufficiale della Crimea come parte della Russia e il riconoscimento non ufficiale del controllo russo su quasi tutte le aree occupate durante l’invasione del 2022.
Il documento, descritto come una sintesi di una sola pagina, è stato consegnato ai funzionari ucraini la scorsa settimana durante un incontro a Parigi,
e rappresenta, secondo le fonti citate da Axios, l’ultima mossa diplomatica della Casa Bianca per chiudere il conflitto attraverso una mediazione diretta. Tuttavia, la Casa Bianca avrebbe chiarito che gli Stati Uniti sono pronti ad abbandonare la mediazione se le parti non raggiungeranno un’intesa a breve termine.
Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato oggi durante un briefing con la stampa che l’Ucraina è disponibile ad avviare negoziati diretti con la Russia, a patto che vi sia un cessate il fuoco.
“Siamo pronti a sederci a un tavolo in qualunque formato,” ha affermato Zelensky, sottolineando tuttavia che non è in corso alcuna trattativa su un nuovo pacchetto di aiuti statunitensi, lasciando intendere un possibile raffreddamento dei rapporti tra Washington e Kiev.
La proposta, sebbene non ancora ufficialmente commentata dal Cremlino, rappresenta un potenziale punto di svolta nel conflitto, ma anche un rischio elevato per il governo ucraino, che potrebbe trovarsi di fronte a forti pressioni interne e internazionali.
L’accettazione dell’accordo potrebbe essere vista da molti come una concessione dolorosa e controversa, soprattutto alla luce del prezzo pagato dal Paese negli ultimi anni di guerra.
Resta ora da vedere quale sarà la risposta formale di Kiev e come reagiranno gli alleati europei, mentre il tempo concesso da Washington sembra stringere.

