Contributi pubblici all’editoria: criteri di assegnazione e principali beneficiari nel 2023

Contributi pubblici all’editoria

Contributi pubblici all’editoria

In Italia, il finanziamento pubblico all’editoria si articola principalmente in due forme: i contributi diretti e quelli straordinari. Questi strumenti mirano a sostenere contributi pubblici all’editoria, garantendo il pluralismo dell’informazione e la sopravvivenza delle testate, soprattutto quelle locali e di nicchia.

Come ottenere i contributi pubblici all’editoria

Requisiti per i contributi diretti

I contributi diretti sono destinati a specifiche categorie di imprese editoriali, tra cui:

Cooperative giornalistiche

Imprese editrici il cui capitale è detenuto in maggioranza da cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro

Enti senza fini di lucro o imprese editrici il cui capitale è interamente detenuto da tali enti

Imprese editrici che pubblicano quotidiani e periodici espressione di minoranze linguistiche

Imprese editrici di quotidiani italiani editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero.

Per accedere ai contributi, le imprese devono soddisfare ulteriori requisiti, tra cui:

Avere sede legale in uno Stato dell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo e una residenza fiscale in Italia

Essere in regola con gli obblighi fiscali e previdenziali

Non essere coinvolte in procedure di liquidazione volontaria, amministrativa coatta o giudiziale

Possedere un codice di classificazione ATECO ammissibile.

Contributi pubblici all’editoria


La domanda deve essere presentata telematicamente attraverso la piattaforma dedicata, corredata dalla documentazione richiesta per ottenere contributi pubblici all’editoria. I contributi sono erogati in due rate annuali o in un’unica soluzione, a seconda dei casi. Condizioni simili si applicano anche ai contributi straordinari.

Contributi straordinari

Oltre ai contributi diretti, esistono misure straordinarie a sostegno dell’editoria, tra cui:

Contributo per le copie cartacee vendute: riconosciuto alle imprese editrici di quotidiani e periodici con almeno tre giornalisti assunti a tempo indeterminato, pari a 10 centesimi di euro per ogni copia cartacea venduta nel corso dell’anno precedente.

Contributo per investimenti tecnologici: destinato alle imprese editrici e alle agenzie di stampa, pari al 70% delle spese sostenute per l’adeguamento e l’ammodernamento tecnologico delle infrastrutture e dei processi produttivi, fino a un massimo di 10 milioni di euro.

Le domande per questi contributi straordinari pubblici all’editoria devono essere presentate telematicamente attraverso la piattaforma dedicata, entro le scadenze stabilite.

Chi ha ottenuto i contributi nel 2023

Nel 2023, i contributi diretti all’editoria hanno raggiunto complessivamente circa 95,6 milioni di euro, distribuiti tra 142 testate. Tra i principali beneficiari:

  • Dolomiten (quotidiano in lingua tedesca): oltre 3 milioni di euro;
  • Famiglia Cristiana: 3 milioni di euro;
  • Avvenire: circa 2,8 milioni di euro;
  • Libero Quotidiano: 2,7 milioni di euro, con un incremento di 2 milioni rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda i contributi straordinari, il Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria pubblica ha erogato 60 milioni di euro. Tra i principali beneficiari:

  • Rizzoli Corriere della Sera: 11,383 milioni di euro;
  • Gedi News Network: 6,716 milioni di euro;
  • Cairo Editore: 5,25 milioni di euro;
  • Editoriale Nazionale (QN, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione): 3,7 milioni di euro;
  • Mondadori Media: 2,9 milioni di euro;
  • Nord Est Multimedia (Il Mattino di Padova, Il Piccolo di Trieste): 2 milioni di euro.

Il sistema di finanziamento pubblico all’editoria in Italia rappresenta un supporto fondamentale per molte testate, soprattutto in un contesto di crisi del settore. Tuttavia, la distribuzione dei fondi per i contributi pubblici solleva interrogativi sulla reale indipendenza delle testate beneficiarie e sull’efficacia dei criteri di assegnazione. Una maggiore trasparenza e revisione delle modalità di erogazione potrebbero contribuire al miglioramento dei contributi pubblici all’editoria, garantendo un sostegno più equo e mirato al pluralismo dell’informazione. Sebbene il contributo pubblico sia ampio, resta importante esaminare le implicazioni per le testate.