È stata una tra le serie di maggior successo che, fino al 2013, ha dominato in tv. L’idea del sequel, del prequel e di altri racconti sul personaggio di Dexter è emersa successivamente. In attesa di vedere su Paramount+ i primi due episodi di “Resurrection” dall’11 luglio, ecco perché il mito del serial killer che uccide altri serial killer non ha paura dei segni del tempo. Inoltre, brilla ancora oggi nell’universo televisivo.
Il mondo delle serie tv di oggi è come se non riuscisse mai a trovare un progetto veramente inedito a cui dedicarsi. Guarda sempre al suo stesso passato e da quel passato attinge per raccontare il mondo di oggi. In questo loop ci sono finite tante serie tv come quella di Dexter, ad esempio.
La serie crime è arrivata in America sulla rete della Showtime Tv nel 2006 e in Italia su FOX Crime dal 2007. È stata tra le più originali (insieme a poche altre) che sono arrivate nel piccolo schermo a inizio dei 2000. Inizialmente doveva essere un “semplice” poliziesco ma, fin da subito, si è intuito il suo grande potenziale.
Tanto da diventare un thriller psicologico pieno di risvolti (a volte anche assurdi). L’ultimo episodio del 2013 ha deluso molto i fan storici che si aspettavano da Dexter qualcosa di diverso. Per anni si è sperato in un suo ritorno in tv. Si è sperato anche di una fine degna per uno dei personaggi più amati del piccolo schermo.
In realtà, ancora oggi stiamo aspettando qualcosa di veramente grande per Dexter. Tuttavia, attorno al suo mito, si sta costruendo un vero e proprio franchise che ha i suoi pro e i suoi contro. Nel 2021 è stato il tempo di Dexter: New Blood, serie che racconta la nuova vita del serial killer lontano da Los Angeles. Più recente è Dexter: Original Sin (da poco rinnovato per una seconda stagione) che funge da prequel. Dal prossimo 11 luglio, è tempo di Dexter: Resurrection, miniserie che riallaccia i nodi dove “New Blood” è finito. Una saga televisiva che alimenta se stessa. Essa brilla nonostante l’idea di base non sia più originale come un tempo.
Il serial killer che uccide i serial killer: chi è Dexter?
Alla base di tutto c’è il personaggio di Dexter, il codice etico e il suo oscuro passeggero. Di giorno è un ematologo della polizia di Los Angeles. Di notte si trasforma in un giustiziere che uccide solo gli scarti della società e chi sfugge dalla macchina giudiziaria. Guidato dal fantasma di suo padre adottivo. Quest’ultimo, per primo, ha insegnato al figlio a combattere contro i suoi demoni. Dexter miete una vittima senza nessun ripensamento. Tuttavia, nascondere la sua doppia identità non è facile.
Pur di saziare la sua “voglia” di sangue, si trova costretto a bilanciare la vita privata con difficoltà. Prima di tutto c’è il rapporto con sua sorella Debra che è sempre a rischio collasso. Poi ci sono i suoi grandi amori, come Rita (che muore alla fine della stagione 4) e madre di Harrison. Infine, c’è Hannah McKay che da vittima diventa una parte importante per il percorso di crescita (e di redenzione) di Dexter. Non è facile compattare gli avvenimenti di 8 stagioni. Tuttavia, basta sapere che, alla fine, pur di salvare se stesso, Dexter si finge morto e si rifugia in Canada sotto falso nome. In tal modo, i guai sono appena cominciati.
La serie tv che diventa franchise: un mondo tutto da esplorare
Il finale di serie (e forse tutta l’ultima stagione) è stata una sonora delusione. Infatti, nessuno si sarebbe mai aspettato un atto del genere da un personaggio come Dexter. L’idea di un sequel è nata sia come un’esigenza da parte del network americano, che non ha più trovato una serie che la rappresentasse. Ma anche per rispondere alle continue richieste del pubblico. Da qui il progetto diventa realtà e, con tutte le attenuanti del caso, il mito si espande. Va ben oltre la figura stessa di Dexter.
Dopo la sua finta morte, il pubblico trova un Dexter ben diverso rispetto al passato. Ha la voglia di non saziare più il suo oscuro passeggero. Quando Harrison torna nella sua vita, però, gli equilibri si rompono fino a spezzarsi definitivamente. Perché, guarda a caso, Dexter si trova a far da mentore al suo stesso figlio. Harrison, causa forza maggiore, ha sviluppato lo stesso problema del padre ma, essendo giovane, è imprevedibile. Inoltre, presto la situazione sfugge di mano. L’idea di per sé è molto funzionale. Allo stesso tempo, la saga si spinge verso altri universi. Tuttavia, basterà tutto questo per non snaturare il mito di Dexter?
Prima c’erano i romanzi di Jeff Lindsay
Una serie originale ma che è nata da un romanzo molto celebre (almeno in America). La prima stagione, infatti, è ispirata a La mano sinistra di Dio di Jeff Lindsay che prima della serie ha delineato i contorni del personaggio di Dexter. Dallo stesso autore ne sono stati scritti altri. Nessuno segue più la continuity dello show televisivo. In tutto sono ben 7 libri. Di cui l’ultimo è ancora inedito in Italia.
