True Detective è la serie tv che ha ridefinito il concetto stesso di crime drama. La stagione 4 è ora su Cielo

Intensa, vibrante e per nulla banale. True Detective è stata una tra le serie tv di maggior successo degli ultimi anni. Infatti, è diventata un vero e proprio caso di studio. Nico Pizzolatto ha preso tutti i meccanismi di un crime drama. Li ha utilizzati per riflettere sulla natura umana e sul mondo in cui viviamo. Ripercorriamo il mito della serie tv dopo che la stagione 4 – dal 22 maggio – è arrivata in prima tv su Cielo. 

In quell’universo televisivo americano così sconfinato, c’è una serie in particolare che, fin da subito, è riuscita a regalare al pubblico un nuovo modo di raccontare il crime drama in tv. Prima di True Detective, il genere era relegato a serie che hanno riprodotto fino allo sfinimento i concetti del poliziesco. Tuttavia, non si spingevano oltre la mera indagine conclusa in un episodio. Quella che Mic Pizzolatto ha creato sulla HBO nel 2014 è stato un caso unico e raro. Lo sceneggiatore – che con True Detective ha scritto la sua prima serie tv – non solo ha giocato con gli stessi stilemi del genere. Ha anche lanciato una critica forte e pungente sul mondo in cui viviamo. Inoltre, lo ha fatto attraverso storie crude e macabre.

Fulminante è stata la prima stagione che, in pompa magna, è arrivata in tv 11 anni fa. Dopo il fenomeno si è un pó sgonfiato. Tuttavia, con il cambio di registro della stagione 4, True Detective ha trovato il modo di tornare in auge. Infatti, gli episodi del quarto capitolo, trasmessi per la prima volta a gennaio del 2024, segnano un vero e proprio punto di rottura con il passato. Questa cesura ha dato agio alla serie di esplorare nuovi orizzonti. Dopo il passaggio sulla rete a pagamento di Sky e poi in streaming su Now, True Detective dal 22 maggio è in prima serata su Cielo. Un’occasione per riflettere sulle luci e le ombre di una serie cult.

Un cast di grandi stelle per una storia potente ma complessa 

Il successo è dovuto a una componente basilare. Non solo il filone di indagine intreccia tutti gli episodi della stagione, ma True Detective ha attirato una buona fetta di pubblico grazie a un cast di tutto rispetto. Da Matthew McConaughey a Woody Harrelson, da Colin Farrell a Vince Vaughn, da Mahershala Ali (premio Oscar per Moonlight) fino a Jodie Foster è stata una delle protagoniste della stagione 4. Il cast, in effetti, è stato una delle strategie vincenti di True Detective. Tuttavia, oltre a questo, le storie sono la punta di diamante della serie tv. Non sono mai banali e, nella loro interezza, fotografano un’America carica di contraddizioni in un mondo cosmopolita che guarda al futuro.

True Detective è una serie dai toni cupi e oscuri. Essa riflette, con arguzia, sui lati oscuri dell’animo umano travolti da una vita soffocante, dai propri errori e dalla propria follia. Ogni stagione presenta un caso da risolvere, di non facile risoluzione. Esso viene raccontato con minuzia, senza ponderare i dettagli. La stagione 4, in special modo, è ambientata in Alaska. Durante la notte polare, un evento criminoso sconvolge una piccola comunità. Essa è scossa da un omicidio macabro e dai toni quasi ancestrali. Viene raccontato da due donne, diverse l’una dall’altra. 

La stagione 4 di True Detective che riflette sulla condizione della donna 

Tutte le stagioni della serie tv non sono un mero intrattenimento. Anzi, le trame non sono mai banali (tranne che nella seconda stagione che risulta meno efficace). Sono capaci di gettarsi in una critica totale sulla società di oggi e del domani. Nulla è lasciato al caso. Nic Pizzolatto ha preso i meccanismi più tipici del crime e ha costruito attorno a lui una riflessione sull’animo umano. Questo animo è costretto a ripetute volte ad affrontare i propri demoni e il proprio passato.

Su questa scia, la stagione 4 ha ancora più valenza. Infatti, al centro del racconto ci sono due donne che vivono in un mondo di soli uomini. La critica, però, va oltre se stessa. Qui viene affrontata di petto e si mostrano due donne disposte a scendere a patti con la propria femminilità pur di omologarsi a un mondo che chiede sempre di più. 

Una serie unica nel suo genere 

Al netto di qualsiasi critica – nonostante tutto la serie non è esente da difetti -, True Detective resta comunque una tra le produzioni più interessanti degli ultimi 10 anni. Non solo per il modo in cui si approccia al genere del crime, ma perché ha la sagacità di raccontare tutte le incongruenze del mondo in cui viviamo. Lo fa con uno sguardo cinico e per nulla edulcorato. La prima stagione è un capolavoro. Le altre stagioni brillano ma non sono perfette.