Empire è la serie in musical che è stata tristemente dimenticata ma che tutti, invece, dovrebbero (ri)vedere

Fulminante è stato il primo episodio che è stato trasmesso in America nel gennaio del 2015. Un po’ soap-opera, un po’ musical e un po’ dramma familiare, Empire è stata una tra le serie tv che ha raccontato i fatti e i misfatti della musica black attraverso una dinastia di produttori. Nonostante il suo successo incredibile, oggi e almeno in Italia, la serie è scomparsa da ogni piattaforma streaming. Eppure meriterebbe molta più attenzione. 

In quel grande universo delle serie tv americane – come più volte abbiamo sottolineato – è impossibile riuscire a stare galla. Il mare è agitato e sono tanti i prodotti che galleggiano e altri invece che affogano, anche ingiustamente. Il comparto si fa ancora più complesso con le tv in streaming. Queste, nonostante tutto, non riescono a dare spazio (degnamente) sia alle serie nuove che a quelle più datate. Alcune vengono proprio dimenticate quando, invece, meriterebbero più spazio. Tra le tante c’è anche Empire. La serie ha debuttato nel 2015 su FOX America. Aveva quasi 9 milioni di telespettatori, che sono diventati quasi 18 milioni alla fine della prima stagione. Si è imposta come un vero e proprio fenomeno di costume.

In onda fino al 2020 ma cancellata senza un finale degno a causa della pandemia, Empire è rimasta nell’immaginario collettivo proprio perché ha raccontato i meccanismi del mercato discografico contemporaneo attraverso le vicende di una famiglia disfunzionale. Ha saputo giocare con  i meccanismi di un musical (un po’ com’era successo con Glee). Inoltre, ha saputo soppesare anche gli stilemi di una soap-opera. Lo ha fatto con garbo e senza mai produrre qualcosa di scontato e già visto. In Italia, Empire arriva a pochi mesi di distanza dall’America sulle frequenze di Sky. Attualmente, però, non è più presente sul mercato. Un’occasione persa perché, al netto di alcune sottotrame poco appetibili, Empire resta una serie unica nel suo genere che merierebbe un trattamento diverso.

Empire, alla scoperta della saga dei Lyon 

Ci troviamo a New York. Lucious è un magnate dell’industria discografica. Nel tempo è riuscito a costruire un vero e proprio impero ma, dietro quell’aura dorata, si nasconde del marcio. In passato è stato un criminale e per sfuggire al carcere è stata sua moglie Cookie che si è presa tutta la colpa. Ma ora Cookie chiede ciò che è suo di diritto e, tornando alla direzione della Empire Records, cerca di raggiungere i suoi scopi: ovvero estromettere Lucious dalla società.

Ma lo stesso Lucious è in rotta di collisione con i figli. Cerca di capire chi tra i suoi eredi può raccogliere le redini della casa discografica. Inizia così una lotta senza esclusione di colpi per il controllo della Empire Records. Sullo sfondo resta New York, la musica, i sogni e i desideri di chi vuole imporsi in un mercato sempre più competitivo. In questo mercato non è facile trovare la propria strada. Nel corso della narrazione si intrecciano storie di amore, di redenzioni e di vendetta sotto il sole di una metropoli che pulsa di vita propria. 

Una serie che celebra la musica black 

Con tutti i meccanismi di un musical, Empire non è solo una saga familiare intensa e per nulla banale – che vive all’ombra dei grandi serial degli anni ’80 -,  ma è anche una serie che racconta i meccanismi dietro le case discografiche. Più di tutto, è una celebrazione di cuore e pancia sulla musica black.  Da sempre etichettata come una musica a uso e esclusivo degli afro-americani, Empire spiega quanto sia andata ben oltre questo limite. Ha avuto il coraggio (e la forza) di raccontare il mondo in cui viviamo. Inoltre, critica anche la società, attraverso testi di impatto e per nulla banali.

Una scelta unica che, fino a quel momento, è stata una vera e propria innovazione nel panorama televisivo. E, proprio questa scelta, ha fatto brillare la serie tv nel panorama televisivo dell’epoca. Ma, alla luce di tanto successo, non si spiega come un progetto così innovativo oggi sia sparito dai palinsesti (anche quelli italiani). Perché, in un mare di serie simili, Empire ha saputo brillare dove altri hanno fallito. 

E poi… c’è Star (che in Italia è su Disney+)

Nel 2016 e all’ombra di Empire è nata un’altra serie. Ha cercato di riproporre gli schemi ma con un cast e una storia diversa.  Star non è uno spin-off ma condivide l’universo di Empire, ambientando la vicenda ad Atlanta e focalizzando la narrazione su tre giovani ragazzi che sognano la musica. Andata avanti per tre anni, a fronte di un calo di ascolti, è stata cancellata proprio sul più bello. In Italia – caso strano – è disponibile su Disney+.