Una serie che ha fatto storia e che ha ridefinito i canoni del drama giovanile e del mystery. Nel giugno ma di 15 anni fa in America ha debuttato il primo episodio di Pretty Little Liars. Da quel momento, anche l’universo dei più giovani non è stato lo stesso. Tra alti e bassi, la serie (in Italia è su Amazon Prime Video) ha segnato un punto di non ritorno per la tv di ieri e di oggi.
C’è stato un tempo in cui non si è trovato l’approccio giusto per raccontare il mondo dei giovani in tv. Dopo il successo (e la fine) di Dawson’s Creek c’è stato un momento di crisi per la rappresentazione dei ragazzi nel piccolo schermo. C’erano le idee ma non c’era il linguaggio giusto. L’arrivo di Gossip Girl nel 2007 è stato un esperimento che, negli anni successivi, ha amplificato i suoi modi e i tempi. Ha trovato poi la sua massima espressione in Pretty Little Liars. La serie fu una vera e propria scommessa per il canale satellitare di ABC Family (oggi con il nome di Freeform). Questa scommessa si è subito rivelata vincente. Il primo episodio è andato in onda l’8 giugno del 2010. Quindici anni dopo, proprio quell’episodio resta l’esempio migliore per stigmatizzare il mondo dell’adolescenza in una realtà dove l’oscurità è latente.
Liberamente ispirato a una serie di libri scritti da Sara Shepard, la serie di Pretty Little Liars è stata un vero e proprio fenomeno di costume. Ha ridefinito, per l’appunto, gli assetti del teen drama in tv. Di stagioni ne sono state prodotte ben 7, ma non tutte sono state all’altezza. Anzi, c’è da dire che durante il quarto anno di programmazione c’è stato un calo vistoso nella qualità delle storie. Eppure, la popolarità era alle stelle. Nonostante ciò, Pretty Little Liars ha lasciato un’impronta nel panorama televisivo di inizio anni 2000. È stato il primo che attraverso una storia torbida, fatta di segreti e misteri, ha saputo aprire una parentesi sui giovani e sul mondo in cui vivevano.
Pretty Little Liars: 4 amiche e un mistero
Rosewood, Pennsylvania. Un gruppo molto affiatato di cinque migliori amiche (Hanna, Emily, Aria, Spencer e Alison) trascorrono insieme il weekend del Labor Day. Durante la notte, però, Alison scompare misteriosamente. Avendo perso la loro “ape regina”, le altre quattro amiche si allontanano ed il gruppo si sgretola. Un anno dopo, le quattro ragazze rimaste cominciano a ricevere degli strani sms firmati semplicemente “A”. I messaggi contengono segreti che le ragazze pensavano di aver confidato solo ad Alison.
Le ragazze deducono, dunque, che l’amica sia ancora viva. Tuttavia, la scoperta del corpo di Alison smonta le loro certezze. Ipotizzano quindi che “A” sia l’assassino di Alison. Cercano di scoprirne la vera identità. Da qui in poi, le 4 amiche cercano di venire a capo del mistero che le circonda. Cercano di non finire imbrigliati nei segreti di Alison e senza dimenticare di bilanciare la loro vita privata. In un crescendo di colpi di scena e di rivelazione, la scoperta dell’identità di – A è solo un tassello del (grande) puzzle.

Un vero e proprio fenomeno di costume (che non ha retto, però, il peso del tempo)
Era impossibile non restare imbrigliati nelle vicende di queste 4 giovani ragazze che, come delle novelle detective, hanno cercato di sbrogliare il nodo alla matassa. Hanno cercato di trovare una risposta a tutte le loro domande. La ricerca della verità non è stata facile e, alla fine, ha portato a galla più domande che risposte. Ma, nonostante ciò, il pubblico ha continuato a premiare la serie. Ha desiderato conoscere qualcosa in più sulle 4 amiche belle ma bugiarde. La serie ha convinto proprio per questo motivo: ha trovato il modo di catturare l’attenzione con teorie sensazionalistiche, morti sospette, tradimenti e rovesci di fortuna, il tutto servito con un linguaggio schietto e sincero.
Si può dire che, a fronte di 4 stagioni brillanti e coinvolgenti, la serie ha perso il suo appeal. Questo è accaduto perché non è riuscita a dare un senso di continuità a tutte le storie che sono state imbastite. Nonostante ciò e con ascolti in caduta libera, Pretty Little Liars è diventata la serie più seguita sui social – soprattutto su Twitter. Questo ha fatto intuire quanto forte e potente può essere il potere di internet. Ma non solo, oggi è tra i 50 programmi tv moderna più apprezzati dal pubblico giovane e non solo.
I due spin-off e il remake: il mondo dopo Pretty Little Liars
Di così grande impatto che si è cercato di replicare il successo. Nasce prima lo spin-off di Ravenswood che è andato in onda solo per 10 episodi. Ha visto come protagonista il personaggio di Caleb, fidanzato di Hanna, alle prese con una storia esoterica in una città vicina a Rosewood. Fu un fiasco totale. Lo stesso è accaduto con The Perfectionist. Nato come sequel della serie madre, è rimasto vittima anche lui di una trama complessa e di personaggi poco approfonditi. Questo ha portato a non convincere il network a rinnovare lo show dopo la prima stagione. La HBO in tempi più recenti ha preso il concetto di Pretty Little Liars. Hanno costruito attorno una serie matura e dai toni horror. Le due stagioni (antologiche) sono state un fiasco e lo show è stato cancellato senza troppi ripensamenti.
