Chi cucina lo sa: la qualità dell’acqua fa la differenza. Che si tratti di lavare frutta e verdura, preparare pappe, impastare pane o semplicemente riempire la moka, l’acqua è il primo ingrediente che entra nelle nostre case.
Ma sappiamo davvero che tipo di acqua stiamo usando? Esistono degli accorgimenti utili per agire in modo sicuro? L’acqua depurata può fare la differenza? Ne facciamo chiarezza con Lorenzo Malara, esperto di purificazione e benessere dell’acqua e Ceo di Virtus Italia e la Dottoressa Ilenia Grieco, biologanutrizionista e founder del metodo Private Nutrition®.
L’acqua è tutta uguale o dobbiamo prestare attenzione a delle particolari caratteristiche quando cuciniamo?
Lorenzo Malara. L’acqua non è tutta uguale. L’odore, il sapore e persino l’aspetto possono rivelare la presenza di impurità. E spesso ci accorgiamo della qualità solo dopo che l’acqua ha già influenzato i nostri piatti. L’acqua dovrebbe essere inodore, insapore e trasparente. Se ha un odore marcato di cloro, un gusto metallico o saponoso, o se appare torbida dopo un periodo di inutilizzo dei rubinetti, potrebbe contenere impurità.
Com’ è la qualità dell’acqua del rubinetto in Italia?
Ilaria Grieco. L’acqua del rubinetto in Italia è soggetta a controlli severi e, nella maggior parte dei casi, è sicura. Tuttavia, la sua qualità finale può essere influenzata dallo stato delle tubature domestiche. I principali rischi, se presenti, includono residui di metalli pesanti (come piombo o rame), nitrati, cloro in eccesso o contaminazioni microbiologiche. Questi rischi sono generalmente minimi per la popolazione adulta sana, ma possono diventare significativi per soggetti più vulnerabili.
Come capire se l’acqua del rubinetto è buona?
Lorenzo Malara. Semplici test fai-da-te possono dare un’indicazione come i cubetti di ghiaccio (se diventano opachi o completamente bianchi, l’acqua potrebbe contenere molti sali e impurità) o bollire l’acqua in una pentola per 30 minuti può far emergere residui. Queste semplici prove possono farci capire che l’acqua potabile non è sinonimo di acqua pura. Le misurazioni ufficiali vengono effettuate alla fonte, ma l’acqua attraversa chilometri di tubazioni prima di arrivare in cucina, con tutti i rischi di contaminazione del caso.
Quali sono i cibi e le preparazioni che richiedono particolare attenzione alla qualità dell’acqua e, ora che arriva l’estate?
Ilaria Grieco. Principalmente verdure crude, frutta e insalate. Vengono consumate senza cottura, quindi il lavaggio deve avvenire con acqua sicura per evitare contaminazioni da batteri. Seguono bevande fredde o infusi senza bollitura. Il consiglio è di prepararli con acqua microbiologicamente pura. Inoltre, le preparazioni lievitate come pane, pizza e dolci non vanno d’accordo con un’acqua troppo dura o ricca di cloro in quanto può interferire con la lievitazione.
Quale accorgimento dovremmo prestare quando usiamo l’acqua del rubinetto per queste preparazioni?
Lorenzo Malara. Quando laviamo frutta e verdura, soprattutto se destinate a un consumo crudo o ai bambini, l’acqua che utilizziamo diventa parte integrante del cibo. Se contiene cloro in eccesso, metalli pesanti o residui microbiologici, questi possono depositarsi sulla superficie degli alimenti o penetrare nei tessuti più porosi. L’utilizzo di acqua filtrata, invece, riduce sensibilmente la presenza di queste sostanze, garantendo un lavaggio più sicuro e rispettoso delle proprietà organolettiche degli alimenti. È una scelta di prevenzione quotidiana, semplice ma fondamentale, soprattutto in una cucina attenta alla salute dei soggetti più vulnerabili.
E per i più piccoli? L’acqua filtrata può essere una buona soluzione?
Ilaria Grieco. Può essere utile utilizzare acqua filtrata anche per lavare frutta e verdura destinata ai più piccoli. Per esempio, durante lo svezzamento, anche l’acqua usata per cucinare (brodi, puree, minestre) deve essere sicura e di buona qualità, poiché i contaminanti chimici (come nitrati o metalli) non vengono eliminati con la cottura, e anzi possono concentrarsi nei liquidi di cottura.
Lorenzo Malara. Il cloro è necessario per disinfettare l’acqua potabile, ma una volta arrivata in casa può risultare eccessivo, alterare il sapore dei cibi e irritare pelle e mucose. I nitrati, invece, sono tra le sostanze più critiche, soprattutto per i bambini e le donne in gravidanza. L’acqua filtrata consente di ridurre in modo significativo questi composti, rendendo l’acqua più leggera, sicura e adatta anche alle preparazioni più delicate come pappe, brodi e bevande fredde.
