La tensione è palpabile a Bruxelles dopo l’ultimatum lanciato dal gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Al centro del contendere, il sorprendente dietrofront della Commissione sulla direttiva contro il greenwashing, una misura volta a combattere le pratiche ingannevoli delle aziende che si presentano come sostenibili.
Fonti interne al gruppo S&D, uno dei pilastri della coalizione che ha sostenuto il rinnovo di von der Leyen alla guida dell’esecutivo comunitario, hanno rivelato che i socialisti hanno chiesto una “immediata dimostrazione di fiducia nei confronti della coalizione europeista”. In assenza di segnali concreti e di un cambio di rotta sull’agenda ambientale, il gruppo si dice pronto a ritirare il proprio appoggio all’attuale Commissione guidata da Ursula.
La direttiva sul greenwashing, attesa da tempo e frutto di un lungo lavoro di negoziato tra Parlamento e Consiglio, era considerata uno strumento fondamentale per garantire trasparenza e tutelare i consumatori dalle false promesse di sostenibilità.
La sua improvvisa sospensione, caldeggiata dalle forze di centro-destra e da alcuni Stati membri, ha scatenato l’ira dei progressisti, che la vedono come un ulteriore smantellamento del Green Deal europeo, il manifesto ambientale della precedente legislatura.
“Il ritiro di questa direttiva è una retromarcia inaccettabile”, ha dichiarato un portavoce socialista, sottolineando come la questione non riguardi solo il greenwashing, ma l’intero impianto del Green Deal. “I nostri voti non sono scontati. La Commissione deve cambiare rotta e dimostrare un impegno serio e concreto per la transizione ecologica.” In gioco c’è la credibilità della Presidenza von der Leyen.
Il passo indietro della Commissione è stato giustificato con la necessità di “semplificazione” e di riduzione degli oneri amministrativi per le imprese. Tuttavia, per i socialisti e i liberali, questa decisione rappresenta un cedimento alle pressioni lobbistiche e un tradimento degli impegni presi per una Europa più verde e giusta.
La situazione è ora critica per Ursula von der Leyen. La sua presidenza, che ha già dovuto affrontare diverse sfide, si trova di fronte a un bivio. Il sostegno dei socialisti è cruciale per la stabilità della sua coalizione e il rischio di una crisi politica in seno all’Unione Europea è reale. Le prossime ore saranno decisive per capire se la Presidente riuscirà a ricomporre la frattura con i Socialisti e a salvare il suo mandato.
