Bivio Regionali: Si litiga anche sulla data del voto, spunta l’ipotesi “seggio a vita” per Zaia

Elezioni amministrative 2021: affluenza alle 12 al 13,72%


Il calendario delle prossime elezioni regionali si sta trasformando in un vero e proprio campo di battaglia politica, con le forze in campo che si scontrano non solo sulle alleanze e i candidati, ma persino sulla data in cui i cittadini saranno chiamati alle urne.


Mentre alcune regioni spingono per un voto in autunno, si registra un acceso dibattito che coinvolge anche le ambizioni personali di alcuni governatori, come nel caso del presidente veneto Luca Zaia.
Le prossime elezioni regionali del 2025 coinvolgeranno, tra le altre, Campania, Marche, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e, appunto, il Veneto.


La Conferenza delle Regioni è al lavoro per individuare una finestra temporale comune, ma le posizioni divergono. Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha già annunciato che la sua regione firmerà il decreto per il voto il 12 o il 19 ottobre, evidenziando la necessità di rispettare le tempistiche previste dalla legge sulla durata dei mandati. Tuttavia, non tutte le regioni sembrano allineate su questa tempistica.


Parallelamente, nel Veneto, la situazione è resa ancora più complessa dal dibattito sulla ricandidatura del presidente uscente Luca Zaia. Avendo già svolto due mandati consecutivi, Zaia è di fatto bloccato dalla normativa attuale che impedisce un terzo mandato. Tuttavia, da tempo circolano voci e proposte per una sua deroga, anche attraverso modifiche alla legge elettorale regionale che potrebbero consentirgli di tentare un’altra corsa.


In questo contesto, si è fatta strada anche una suggestiva ipotesi per il futuro politico di Zaia: quella di un “seggio a vita” in Consiglio regionale. Sebbene al momento non vi siano proposte concrete in tal senso e la questione richiederebbe un’articolata modifica normativa, l’idea riflette il peso politico e il consenso straordinario che Zaia ha dimostrato in Veneto negli anni.


Alle elezioni regionali del 2020, infatti, Luca Zaia è stato riconfermato per il suo terzo mandato consecutivo con un plebiscitario 76,79% delle preferenze, un dato record per un presidente di regione eletto direttamente in Italia. La sua lista personale, “Zaia Presidente”, ottenne quasi il triplo dei voti rispetto alla Lega stessa.


La discussione sulla data delle elezioni e sulle norme che regolano le ricandidature è dunque più di un semplice tecnicismo. Rappresenta uno scontro di interessi politici e ambizioni personali che potrebbero ridisegnare gli equilibri regionali e, in ultima analisi, influenzare il panorama politico nazionale.


Nelle prossime settimane si attendono sviluppi decisivi per definire il quadro delle prossime tornate elettorali regionali.