Decreto Sicurezza: Bignami e Gasparri Contro la Cassazione

l Dl Sicurezza divide. Bignami e Gasparri contro la Cassazione: “Difende chi occupa casa abusivamente”. È polemica sullo Ius Salis.

Bignami (FdI): “Le toghe rosse difendono chi occupa casa, noi diciamo no allo Ius Salis”

Roma – Il nuovo Decreto Sicurezza approvato dal governo Meloni accende il dibattito politico e giuridico. Il Decreto Sicurezza, fortemente voluto da Fratelli d’Italia, contiene una norma che consente alle forze dell’ordine di intervenire immediatamente in caso di occupazione abusiva di immobili. Una misura che ha suscitato la reazione critica della Cassazione, e che ha provocato a sua volta un’ondata di proteste da parte di esponenti della maggioranza.

Il deputato Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, in un video pubblicato sui social ha attaccato duramente l’opinione espressa dal Massimario della Corte di Cassazione, definendola “inaccettabile” e attribuendo la posizione dei giudici a un presunto orientamento politico progressista.

“Le toghe rosse difendono chi occupa casa? Se ne facciano una ragione: il governo Meloni ha detto no allo Ius Salis”, ha affermato Bignami, rilanciando il cavallo di battaglia del partito, ovvero il contrasto all’occupazione abusiva degli immobili privati.

La norma contestata dalla Cassazione

La norma in questione prevede che, in caso di occupazione abusiva, il legittimo proprietario possa rivolgersi alle forze dell’ordine, le quali sarebbero tenute a ripristinare il possesso dell’immobile senza necessità di provvedimenti giudiziari. Tuttavia, secondo una nota tecnica redatta dalla Cassazione, questa disposizione potrebbe provocare situazioni di forte disagio sociale, considerando che “l’occupante, obbligato al rilascio immediato, difficilmente potrebbe trovare un’alternativa abitativa in tempi rapidi”. Nulla di tutto questo tiene conto del Decreto Sicurezza.

Per Bignami, questa posizione è il sintomo di una giustizia sbilanciata: “Secondo i giudici, il diritto di chi occupa casa abusivamente vale più del diritto del proprietario a rientrare in possesso del proprio immobile. Verrebbe da chiedersi cosa penserebbero se fosse la loro casa ad essere occupata”.

Gasparri rincara: “Si facciano occupare le loro case”

Sulla stessa linea si è espresso Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia. Anche lui ha criticato aspramente il documento della Cassazione, definendolo un “ribaltamento della realtà” e lanciando un affondo diretto ai magistrati sul Decreto Sicurezza.

“Incredibile che il Massimario della Cassazione critichi le norme sugli sgomberi. Si facciano occupare le loro case, poi ne parliamo”, ha dichiarato Gasparri. “Il Parlamento fa leggi per tutelare chi ha comprato casa con sacrifici. Dalla Cassazione arrivano consigli contrari alla legalità”.

Il senatore ha poi evocato “pagine sconcertanti del passato” che, secondo lui, dimostrerebbero un’interpretazione troppo permissiva della legalità da parte della magistratura.

Una questione politica e giuridica

La polemica sul Decreto Sicurezza riflette una frattura sempre più profonda tra il potere legislativo e quello giudiziario. Da un lato il governo Meloni rivendica il diritto di proteggere i proprietari da occupazioni illegali; dall’altro, la magistratura richiama il rispetto del principio di proporzionalità e delle tutele minime per gli occupanti, specie in contesti di emergenza abitativa. In questa situazione, il Decreto Sicurezza mostra la sua rilevanza.

Il riferimento polemico allo “Ius Salis”, termine volutamente ironico utilizzato da Bignami, allude alla logica di chi – a suo dire – giustifica chi occupa una casa solo perché “ci vive da un certo tempo”, come se bastasse “il sale messo nella minestra” per acquisire un diritto.

Il decreto sulla sicurezza si conferma un terreno di scontro ideologico. Mentre il governo punta su misure rapide e simbolicamente forti per difendere il diritto alla proprietà privata, la magistratura invita alla cautela e solleva dubbi sulle conseguenze sociali di sgomberi immediati. La battaglia è appena cominciata, e lo Ius Salis – vero o inventato – è già diventato il nuovo simbolo della contrapposizione tra garantismo sociale e rigore securitario.