Tensioni sul Decreto Sicurezza: Meloni e FdI difendono i proprietari, la Cassazione critica la norma sugli sgomberi. ANM: “Serve rispetto tra istituzioni”. Il dibattito sul decreto sicurezza cassazione continua a generare divergenze.
Decreto Sicurezza, il governo difende la norma sugli sgomberi: “Chi sbaglia paga”
Roma – Continua a infiammarsi il dibattito sul Decreto Sicurezza, approvato dal governo Meloni e contenente una norma chiave: la possibilità di sgomberare immediatamente immobili occupati abusivamente. Dopo le osservazioni critiche dell’Ufficio del Massimario della Cassazione, esponenti del governo e della maggioranza hanno reagito duramente, denunciando un presunto sconfinamento del potere giudiziario in ambito politico, una questione centrale nel decreto sicurezza cassazione.
La prima a intervenire è stata Augusta Montaruli, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: “Il parere della Cassazione non è vincolante. Ci lascia perplessi che ci si preoccupi di chi occupa abusivamente una casa, invece che dei proprietari che hanno subito un vero furto”. Nel contesto del decreto sicurezza cassazione, le tensioni continuano a crescere.
Montaruli cita anche Giorgio Spaziani Testa, presidente dell’associazione dei proprietari di casa, che ha espresso sconcerto per il contenuto del parere tecnico dei magistrati. “Con Fratelli d’Italia – conclude Montaruli – chi sbaglia paga. Il governo Meloni difende i cittadini perbene”.
Piantedosi: “La Cassazione è troppo ideologica”
In un’intervista a La Stampa, anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha criticato la relazione del Massimario: “Mi sembra connotata da una forte impostazione ideologica più che da ragioni di diritto”. Il ministro ha difeso la legittimità della decretazione d’urgenza e ha negato ogni incompatibilità costituzionale, soprattutto sulle norme che tutelano le forze di polizia e il diritto alla proprietà, centrali nel decreto sicurezza cassazione.
Nordio nel mirino dell’ANM: “Le relazioni sono pubbliche e tecniche”
Le tensioni si sono estese anche al Guardasigilli Carlo Nordio, accusato dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) di aver mostrato “incredulità” sulla natura pubblica e tecnica delle relazioni del Massimario. “È sconcertante – si legge in una nota – che un ministro esperto parli di atti politici: quelle relazioni sono strumenti giuridici, non strumenti ideologici”.
La giunta ANM sezione Cassazione ha inoltre ribadito che uno dei compiti istituzionali del Massimario è proprio quello di analizzare nuove norme, indicando eventuali criticità rispetto alla Costituzione, tutto parte del decreto sicurezza cassazione.
Gasparri, Cattaneo e De Corato contro la Cassazione: “Valori ribaltati”
Il fronte politico ha reagito compatto. Maurizio Gasparri (FI) ha definito “stupefacente” il parere dei giudici: “Che si facciano occupare le loro case. È un ribaltamento della realtà nel contesto del decreto sulla sicurezza cassazione”.
Anche Alessandro Cattaneo, deputato e dirigente FI, ha parlato di “inversione di valori” e di “equiparazione tra case conquistate con sacrifici e occupazioni abusive”. Per Cattaneo, la magistratura starebbe legittimando “illegalità e prepotenza”.
Infine, Riccardo De Corato (FdI) ha accusato parte della magistratura di invadere il campo della politica: “Le scelte migratorie spettano al Parlamento, non agli organi tecnici della giustizia”.
ANM: “Serve rispetto tra i poteri dello Stato”
A fronte dell’ondata di critiche, la Giunta dell’ANM Cassazione ha lanciato un appello alla moderazione: “Il confronto istituzionale è sano in democrazia, ma va mantenuto nel rispetto reciproco. Il Massimario ha il compito di valutare la tenuta costituzionale delle leggi”.
Il Decreto Sicurezza non è solo una misura contro le occupazioni abusive, ma un campo di battaglia politico-istituzionale. La maggioranza difende il principio di legalità e proprietà privata come fondamento della convivenza civile. La magistratura, invece, richiama ai principi costituzionali e al bilanciamento dei diritti, segnalando i rischi di un approccio repressivo, specialmente sul tema del decreto sicurezza cassazione.
Tra accuse di ideologia e difese della democrazia, la tensione tra i poteri dello Stato si alza. E lascia intravedere una nuova fase di frizione tra politica e giustizia, che potrebbe influenzare anche i prossimi passaggi legislativi e il dibattito pubblico, soprattutto nel contesto del decreto sicurezza cassazione.
