Il Decreto Sicurezza non basta: la Lega chiede un nuovo provvedimento dopo le critiche della Cassazione

Salvini: "Carlo Nordio, Marcello Pera, Letizia Moratti" i candidati del centro destra alla Presidenza.




Il recente “Decreto Sicurezza”, convertito in legge da poche settimane, è già al centro di un nuovo dibattito politico. Questo è innescato da una dura relazione dell’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione.


Il documento, seppur non vincolante, ha sollevato forti perplessità sulla legittimità costituzionale di diverse norme contenute nel provvedimento. Ha evidenziato criticità sia sul metodo (l’uso del decreto d’urgenza) sia sul merito (l’eterogeneità delle disposizioni e la sproporzione di alcune sanzioni).


A fronte di queste critiche autorevoli, la Lega ha prontamente rilanciato. Ha dichiarato che il decreto attuale “non basta” e che è “fortemente auspicabile un nuovo provvedimento per rafforzare ancora di più la sicurezza, con particolare riferimento alla tutela delle Forze dell’Ordine”. Una posizione che, secondo fonti interne al Carroccio, mirerebbe a dare un segnale ancora più forte sul fronte della sicurezza. Questo, nonostante il governo abbia già varato il pacchetto di misure contestato.


L’iniziativa della Lega ha trovato l’immediato appoggio degli alleati di governo. Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno espresso il loro “ok” all’eventualità di un ulteriore intervento legislativo.


Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, pur non entrando nel merito della relazione della Cassazione, si è detto “incredulo” per alcune delle osservazioni formulate. Le ha ritenute “connotate da una forte impostazione ideologica più che da considerazioni di puro diritto”. Anche esponenti di Forza Italia hanno parlato di un “uso politico della giustizia” in riferimento al parere della Suprema Corte.


La Cassazione, nella sua relazione di 129 pagine, ha evidenziato in particolare l’assenza di “necessità e urgenza” per l’adozione del decreto. Questo, data la lunga discussione parlamentare che aveva preceduto il testo. Sono state inoltre sollevate perplessità sul principio di proporzionalità delle pene e sulle misure che, a detta degli ermellini, potrebbero reprimere in modo eccessivo le manifestazioni di dissenso.


Nonostante il carattere non vincolante del parere della Cassazione, la sua rilevanza politica è innegabile.


La reazione della Lega e degli altri partiti di maggioranza indica la volontà di non indietreggiare sul tema della sicurezza, anzi. Essi vogliono rafforzare ulteriormente l’azione del governo in questo ambito. Resta da vedere quali saranno i contenuti del nuovo provvedimento auspicato e come verrà gestito il dibattito giuridico e politico che ne seguirà.